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Cronaca

Funerali musicista ucciso, Napoli si ferma per l'ultimo saluto a Giovanbattista Cutolo|FOTO e VIDEO

Esequie officiate da monsignor Domenico Battaglia nella chiesa del Gesù Nuovo. Tantissimi i presenti

Un lungo applauso, accompagnato dalla parola "giustizia" urlata con voce ferma dai presenti, ha accolto l'arrivo della bara bianca nella chiesa del Gesù Nuovo di Giovanbattista Cutolo, il 24enne ucciso il 31 agosto scorso all'esterno di un locale di piazza Municipio da un minorenne. Le esequie sono state officiate da monsignor Domenico Battaglia. Predisposto, in considerazione della massiccia presenza al rito funebre, un maxischermo in piazza del Gesù. Le strade di accesso sono state presidiate per il controllo dei flussi in entrata, al fine di evitare che il numero di persone presenti potesse superare la capienza dell’area. Migliaia i presenti all'uscita della bara di Giogiò.

La madre arrivata in chiesa con il corno stretto al petto (VIDEO)

L'arrivo della madre all'esterno della chiesa è stato accolto con un fragoroso applauso. Stretto al suo petto, il corno che il giovane suonava e che è diventato il simbolo della sua passione per la musica. A suonarlo per lui un collega coetaneo come ha rivelato in lacrime la madre di quest'ultimo. “È come se avessi perso un altro figlio” è riuscita solo a dire la donna che ha portato dei fiori a Giogiò.

"Mio figlio è un martire di questa città. La Napoli perbene era tutta qui per lui". Le parole ai microfoni di NapoliToday di Daniela Di Maggio, la madre del 24enne. dopo il funerale del figlio.

Funerali Giogiò, la mamma abbraccia monsignor Battaglia

Funerali Giovanbattista Cutolo (Foto di De Cristofaro)

Video di Massimo Romano

La sorella di Giovanbattista: "Napoli sei tu, non Gomorra o Mare fuori"

La sorella di Giovanbattista Cutolo, Ludovica, ha scritto una lettera per il fratello scomparso. A leggerla durante le esequie è stata un'amica della ragazza, Rosaria Troncone."Non ti voglio descrivere perché non l'ho mai fatto, mi sono limitata sempre a dire che eri la persona più sensibile. Eri la mia piccola ombra, il gigante buono. Tu sei un uomo d'onore, il migliore. Napoli sei tu, non Mare Fuori o Gomorra. Quante volte hai creato piccole trappole in casa, opere ingegneristiche. E tutti gli scherzi. Siamo sempre stati una squadra. Non ti è mai importato cosa io volessi, lo esaudivi. Parli con tutti, sei curioso su tutto. Uso il presente perché è l'unico che tu conosci. Imitando te ho imparato che nessuno va lasciato mai da solo. Perché suoni il corno? Perché nessuno lo suona. Sei un gigante buono, sempre a sorreggere tutti. Tu sei un centro di gravità permanente. Tu ami questa città e mai l'avresti lasciata nonostante io ti avessi detto di farlo Napoli sei tu non è Mare fuori o Gomorra o il Maestro delle cerimonie".

Funerali Giogiò (Foto di De Cristofaro) (3)

piazza del gesù per i funerali di Giogiò

L'omelia di don Mimmo Battaglia al funerale: "Perdonaci tutti Giogiò"

"Carissimi giovani, la vostra presenza in questa chiesa dimostra due cose: quanto Giogiò è amato e quanto è grande il dolore che un gesto violento e criminale ha provocato in tutti voi. Dal vostro sguardo addolorato sembra emergere una domanda, rivolta a noi adulti, gridata al cielo: perché è successo? Com’è potuto accadere che un giovane pacifico e onesto come Giovanbattista morisse in questo modo? Come Vescovo vorrei darvi una risposta ma devo essere onesto nel dirvi che non ce l’ho, che non so il perché si muoia in un modo così assurdo, senza motivo. Però mi sento di condividere con voi la certezza che in questa assurdità possiamo rintracciare un senso perché sono convinto che il senso della morte, come quello della vita, dell’amicizia, della giustizia, e quello supremo di Dio non sta mai in fondo ai nostri ragionamenti, ma sempre e soltanto in fondo al nostro impegno. E per questo insieme a Giogiò vi dico: impegnatevi, Napoli, ha bisogno di giustizia, di pace, di vita, di speranza, ha bisogno di voi! I sogni, i desideri, le speranze di Giogiò da oggi camminano sulle vostre gambe! Le sue note, la sua melodia e la sua musica da oggi devono vibrare ancor di più sulle corde e nell’aria dei vostri strumenti! I suoi occhi, il suo nome, il suo volto devono essere scolpiti e custoditi nel cuore e nella mente di tutti noi adulti, come monito, richiamo, tormento affinché il male non continui a ripetersi, affinché un freno venga messo alla violenza e al terrore! Si, il pianto dei giovani amici di Giovanbattista aiuti questa città, questa comunità, a mettere da parte distrazioni e banalità, diffidenza e rassegnazione, ad essere madre che partorisce, che dona vita ai suoi figli. Le lacrime della sua famiglia e di chi lo ha amato ci aiutino a pulire i nostri occhi offuscati e vedere che il bene è superiore al male, che la parte sana della nostra città è di gran lunga più ampia di quella malata. E che proprio per questo è arrivato il momento che si faccia sentire e vedere! Ancora troppi sono i silenzi che fanno male! Amati giovani, sia chiaro a tutti che dinanzi alla bara di questo nostro giovane amico nessun adulto di questa città può dirsi assolto! Giovanbattista, figlio e fratello mio, accetta la mia richiesta di perdono! Perché sono colpevole anche io! Fin dal primo giorno dell’arrivo in questa città mi sono reso conto dell’emergenza educativa e sociale che la abitava e ho cercato di adoperarmi con tutto me stesso, di appellarmi alle istituzioni locali e nazionali, alla buona volontà di tutti ma evidentemente non è bastato, forse avrei dovuto non solo appellarmi ma gridare fino a quando le promesse non si fossero trasformate in progetti e le parole e i proclami in azioni concrete! Perdonami se non ho gridato abbastanza, perdona me e la mia Chiesa se quello che facciamo, pur essendo tanto, è ancora poco, troppo poco. Giovanbattista, figlio di Napoli, accetta la richiesta di perdono della tua città! Accetta le scuse – forse ancora troppo poche - di coloro che si girano ogni giorno dall’altra parte, che pur occupando incarichi di responsabilità hanno tardato e tardano a mettere in campo le azioni necessarie per una città più sicura, in cui tanti giovani, troppi giovani perdono la vita per mano di loro coetanei! Perdona, figlio nostro, tutti gli adulti di Napoli, coloro che dimenticano che i bambini, gli adolescenti, i giovani sono figli di tutti e tutti devono prendersene cura, facendo la propria parte, alzando la propria voce, mettendoci la propria faccia e condividendo la propria vita dinanzi a una deriva fatta di egoismo e di indifferenza, di individualismo e narcisismo, secondo cui è importante ritagliarsi il proprio posto al sole senza curarsi invece di chi cresce e vive nell’ombra del malaffare, del disagio, della criminalità! Perdonaci tutti Giogiò, perché quella mano l’abbiamo armata anche noi, con i nostri ritardi, con le promesse non mantenute, con i proclami, i post, i comunicati a cui non sono seguiti azioni, con la nostra incapacità di comprendere i problemi endemici di questa città che abitata anche da adolescenti - poco più che bambini – camminano armati, come in una città in guerra. Perdona i nostri individualismi, i nostri protagonismi sterili, le nostre visioni parziali, la nostra incapacità di fare rete, di superare l’idolatria dell’io per creare il “noi”, opponendo un sistema di vita al sistema di morte di cui anche tu sei stato vittima innocente! E, prima di salutarti, perdona la mia insistenza nel rivolgermi a te. Vedi, lo faccio al presente, e ti parlo non come “se fossi qui” ma dal vivo, con un tono di amicizia, perché tu, giovane amico, sei qui, presente nel mistero stupendo della Resurrezione, grazie allo Spirito di Dio che non consente alla morte di avere l’ultima parola, che trasforma i legami e gli amori, rendendoli eterni e vivi! Ed è per questo che ti chiedo, caro Giogiò, di essere vicino alla tua mamma Daniela, di accarezzarla ogni giorno sussurrandole nel cuore parole di speranza, di suonare per lei la melodia della vita che non muore, donandole la certezza che tu le sei accanto e che ora sarai tu a custodirla e tenerla per mano, allo stesso modo di come lei faceva con te quando eri piccolissimo. Accompagna con il tuo amore la vita del tuo papà Franco, strappagli dal petto la disperazione e componi per lui versi di eternità, cosicché possa essere consapevole che la tua vita non è terminata nel nulla ma continua in modo reale, vero, così vero che sarai capace di prendere anche lui per mano, facendolo sentire avvolto dal tuo amore. E con il tuo amore avvolgi anche tua sorella Ludovica, la cui serenità e i cui sogni sono stati infranti nel buio di una notte. Stalle accanto, donale speranza, prendi anche lei per mano e falle sentire che sempre suo fratello le è vicino e che mai l’abbandonerà!".

"Con il tuo amore, Giogiò, avvolgi i tuoi amici, la tua orchestra, gli amici del conservatorio: strappa dai loro cuori il velo della paura e della disperazione, dona loro la consapevolezza che occorre più che mai in questo momento un sussulto di amore e di speranza, di vita e di bellezza, per arginare quel male che ti ha buttato a terra ma che non ha avuto e mai avrà la meglio! Soprattutto se con te, che dal cielo ci darai la forza necessaria, sapremo riprendere il cammino più uniti, camminando insieme, sul serio e fino in fondo. E in ultimo, fratello e figlio mio, prega per questa tua città ferita, per questa nostra amata Napoli che come una madre negligente non ha saputo custodirti e difenderti. Prega per lei e rendi inquiete le notti di chi, anche come me, in vari ambiti, livelli e ruoli, occupa posti di responsabilità: che la tua dolce musica divenga per tutti noi uno squillo potente capace di destare i nostri cuori assopiti e di restituirci al nostro compito più urgente: disarmare Napoli, educare Napoli, amare Napoli! Si, amare Napoli! Volere il bene di Napoli, realizzare il sogno di Dio per questa città! Donare il proprio tempo, condividere cuore ed energie, passione ed entusiasmo affinché le pistole si trasformino in posti di lavoro, i coltelli in luoghi educativi, i pugni in mani tese, gli insulti in melodie, concerti, arte, vita! Fratelli, sorelle, giovani, questo può avvenire! Grazie al nostro impegno, grazie alla nostra fiducia nel Vangelo e nei tanti come Giogió, che affidandosi al suo messaggio di liberazione e di speranza, hanno seminato bellezza! Per questo se qualcuno un tempo ha detto “fuggite”, e qualcun altro oggi dice “scappate”, io vi dico: restate! Restate! E operate una rivoluzione di giustizia e di onestà! Restate e seminate tra le pietre aride dell’egoismo e della malavita il seme della solidarietà, il fiore della fraternità, la quercia della giustizia! Io sono certo che questo non è un sogno o l’invito utopistico di un vescovo: questo è e sarà grazie a noi, grazie a Giogio, grazie ai giovani onesti e sani di questa città il futuro che il Signore sta preparando per Napoli! Un futuro in cui nessuno sarà lasciato indietro, in cui ogni figlio di Napoli sarà figlio di tutti e per tutti sorgerà un sole nuovo, un’alba nuova, una nuova primavera di Speranza! Ciao Giogiò: non so come, non so quando, non so dove: ma so che noi ci incontreremo, ci vedremo, ci abbracceremo… perché l’amore è più forte della morte. E chi ama non muore. Grazie della tua vita e pace a te. Ciao Giogiò".

Tanti rappresentanti istituzionali presenti in chiesa

Tanti i rappresentati istituzionali arrivati presso la chiesa del Gesù Nuovo. Presente il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il vicepresidente della Camera Sergio Costa, il prefetto di Napoli Claudio Palomba, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il consigliere comunale ed ex sindaco di Napoli e governatore campano Antonio Bassolino.

Video di A. De Cristofaro

Manfredi: "Tutta la città ha reagito, dimostrando da che parte stare"

"Non ci sono parole che possano giustificare quanto accaduto. Oggi tutta la città ha reagito, dimostrando da che parte stare. È l'inizio di un impegno che tutti dobbiamo avere, per Giovanbattista e per tutti i figli di Napoli, vittime innocenti della violenza e della camorra". Così il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi al termine delle esequie. 

Speranza: "Napoli reagisce alla violenza"

"Oggi a Napoli per partecipare al lutto cittadino e al funerale del giovane Giovanbattista. Ho trovato una Napoli che non si rassegna alla violenza e reagisce. Le istituzioni, la città tutta e la società napoletana sono unite, senza distinzione di colore politico, per la legalità e la convivenza civile contro ogni forma di malavita. E questa Napoli vincerà". Così Roberto Speranza del Pd, presente ai funerali.

Il legale dell'omicida: "E' sotto choc. Vuole chiedere scusa"

"Il ragazzo è sotto choc, non parla, sa di aver rovinato la vita di un ragazzo, la sua e quella di due famiglie". Parole di Davide Piccirillo, avvocato di L. B., il minorenne reo confesso per l'omicidio di Giovanbattista Cutolo. Il legale si sofferma sulle condizioni psicologiche del suo assistito: "Ha metabolizzato il suo gesto, ha chiesto scusa alla famiglia e valuteremo il momento opportuno per avanzare la scuse anche ai parenti del giovane musicista". Sulla dinamica, Piccirillo conferma quanto emerso dall'interrogatorio anche se una risposta sul perché si sia arrivati a un epilogo così tragico non c'è ancora: "C'è stata una discussione tra ragazzi, una rissa. Poi resta il gesto legato a uno stato d'animo di confusione. Non abbiamo capito ancora che cosa sia successo in quel momento. Lui è molto restio a parlare". 

Nel passato di L. B. c'è un'infanzia difficile e un episodio rilevante all'età di 13 anni, pare addirittura un tentato omicidio, capo per il quale, vista l'età, non poteva esserci l'imputazione: "I suoi trascorsi sono complicati - spiega l'avvocato - Alla luce di quello che accadde, il magistrato ha deciso che il mio assistito facesse un percorso di riabilitazione che lui ha superato". 

I titolari del pub teatro dell'omicidio: "Oggi sarebbero potute esserci anche le nostre bare ai funerali. Perché ci hanno chiusi?"

Trenta giorni di chiusura per il Dog Out di piazza Municipio. E' quanto disposto dalle forze dell'ordine dopo l'omicidio di Giovanbattista Cutolo. La motivazione del provvedimento del questore risiede nel fatto che il locale da asporto sarebbe stato già teatro in passato di una rapina (nel 2022), avvenuta però all'esterno del pub, "con esplosione di colpi di arma da fuoco e lo scippo di rolex". Il titolare e i quattro dipendenti del pub denunciano l'ingiustizia subita: "La decisione aggraverà ulteriormente la situazione che si era venuta a creare subito dopo la tragedia, con i clienti che evitavano di fermarsi a consumare. Per questo facciamo un appello affinché questi 30 giorni di stop di vengano risparmiati. Al danno si è unita anche la beffa. Saremo ai funerali di Giovanbattista Cutolo, consapevoli che poteva esserci anche la nostra bara oggi, visto che eravamo a pochi metri dal povero ragazzo ucciso", spiega a NapoliToday Angelo Pisani, che segue legalmente le vicende del pub.

Potenziamento delle misure di sicurezza nella zona dell'omicidio

Nel corso di una riunione che si è tenuta presso la Prefettura di Napoli martedì, alla quale ha preso parte l’assessore comunale alla polizia municipale e alla legalità Antonio De Iesu, è stato deciso un potenziamento delle misure di sicurezza nella zona in cui è avvenuto l’omicidio del giovane musicista Giovanbattista Cutolo.

Il piano coinvolge, insieme alle altre forze dell’ordine, anche la polizia locale che attiverà, sia di mattina che di pomeriggio, il presidio da parte di una pattuglia di motociclisti in piazza Municipio e nelle aree limitrofe effettuando controlli per il rispetto delle norme del Codice della Strada e sulle auto e i motorini parcheggiati in divieto di sosta, soprattutto nei pressi degli esercizi pubblici della zona.

Lutto cittadino e bandiere a mezz'asta

Lutto cittadino oggi a Napoli per in occasione delle esequie di Giovanbattista Cutolo. Durante tutta la giornata, presso tutte le sede comunali, le bandiere saranno esposte a mezz'asta. Presente alla cerimonia funebre il gonfalone cittadino in rappresentanza dell'amministrazione comunale. 

Orchestra Scarlatti, finanziato il progetto

“La forza della musica per sconfiggere la cultura della violenza e della sopraffazione. Il Ministero della Cultura ha immediatamente finanziato il progetto presentato dall’Associazione Nuova Orchestra Scarlatti lo scorso 2 settembre intitolato ‘La forza della Musica contro la barbarie’ per dare un segnale chiaro e duraturo di vicinanza attiva del Governo ai colleghi orchestrali del giovane Giovanbattista Cutolo e alle maestranze impegnate a promuovere e rilanciare il linguaggio universale delle note. La musica è un bene prezioso per la nostra società, proprio come la vita del musicista napoletano barbaramente ucciso. Continueremo con forza a supportare l’Orchestra Nuova Scarlatti sempre in prima fila per far emergere i giovani talenti”. E' quanto afferma il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, annunciando lo svolgimento nel capoluogo partenopeo della manifestazione organizzata dall’Associazione Nuova Orchestra Scarlatti dal 25 settembre al 15 ottobre prossimi e realizzata con il contributo del MiC.

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