Cronaca

Morte di un clochard in Galleria: il funerale lo pagano i cittadini

Ad offrire degna sepoltura a Franco I., trovato senza vita il 22 gennaio scorso, sono i cittadini di piazza San Pasquale dove il senzadimora andava spesso a dormire. "Non c'è indifferenza in questa città"

La vittima

Il 22 gennaio scorso un clochard viene trovato senza vita sotto il colonnato della Galleria Umberto, di fronte allo storico teatro San Carlo. Franco I., questo il suo nome che sarà lo stesso sindaco de Magistris a rendere noto il giorno dopo spiegando che il clochard era stato protagonista di "un intervento dell'Unità Mobile del Comune di Napoli, della polizia e del 118, allertati da un cittadino che segnalava un senza dimora con problemi di salute. Il tentativo di intervento coordinato, però, non è stato possibile: Franco I. ha rifiutato l'assistenza medica, abiti e coperte di ricambio. E' questo l'aspetto più drammatico di un lavoro difficile che non sempre consente di assistere i senza dimora come vorremmo“". Il primo cittadino aveva poi sottolineato l'impegno nell'aiutare i senzatetto, anche con l'apertura notturna straordinaria di alcune stazioni della metropolitana.

L'uomo, dell'età apparente di circa 50 anni, è stato ritrovato avvolto dalle coperte con le quali si riparava la notte come gli agli altri clochard che di solito si riparano lì, sotto la Galleria. A scoprire l'accaduto e a dare l'allarme è stato un altro clochard a cui è seguita la chiamata al 118 dei proprietari di un bar in Galleria. Tutt'attorno la vita intanto si era svolta tranquilla, con persone che fanno colazione al bar scambiando le solite chiacchiere quotidiane. Un invisibile, si dice ai tempi di oggi. Disumanità e indifferenza? Troppa abitudine a scene di degrado e povertà? Oppure davvero semplice distrazione divenuta ormai cronica in una realtà che ci travolge e ci rende ciechi al resto che abbiamo intorno?

È delle scorse ore la notizia che il funerale di Franco I. è stato pagato da alcuni cittadini che lo conoscevano da tempo.  I cittadini - si è appreso dal consigliere comunale di Napoli Vittorio Vasquez (gruppo Laboratorio per l'alternativa) - sono quelli di piazza San Pasquale dove il clochard andava spesso a dormire. Quando fu scoperto il corpo del senza tetto, alcune persone che erano nella galleria Umberto, rimasero a bere il caffé a poco più di un paio di metri dal cadavere. "Se i cittadini hanno deciso di garantire un funerale dignitoso al clochard - spiega Vasquez - è stato anche per ribaltare quella immagine di indifferenza che era venuta fuori della città". Un'immagine, dice Vasquez, che "non corrisponde alla vera natura di Napoli è che fatta di solidarietà, di vicinanza ai più deboli. Basti pensare - ha concluso - che furono proprio alcuni avventori del bar a sollecitare, quel giorno, il servizio di emergenza del 118 ad intervenire".

Vasquez, inoltre, ha ricordato "gli sforzi che il Comune e il volontariato fanno ogni giorno per prestare assistenza alla comunità dei senza fissa dimora, che a Napoli conta oltre duemila persone".

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