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Funerale Antimo Imperatore, il prete: "Istituzioni assenti anche oggi"

Lacrime e applausi per l'ultimo saluto al 58enne vittima innocente di un agguato camorristico. Il parroco del Rione Incis: "In alcune zone di questo quartiere difficile sopravvivere"

La corona di palloncini bianchi e azzurri si attorciglia intorno alla croce in cima al campanile della chiesa di San Giuseppe e non si ferma lì. Quasi come se l'anima di Antimo Imperatore, 58 anni, vittima innocente della camorra, non ne volesse sapere di andarsene e lasciare a terra i propri cari. 

Lacrime e applausi a Ponticelli, per l'ultimo saluto all'operaio tuttofare del Rione Incis, la cui unica colpa, il 20 luglio scorso, è stata quella di essere uscito di casa per un lavoretto con cui pagarsi a malapena le sigarette. A celebrare il funerale è stato padre Modesto Bravaccino: "Ci sono zone di questo quartiere in cui è difficile sopravvivere, sia per la mancanza di lavoro che per quella dei servizi essenziali. Poi c'è la criminalità". 

Padre Modesto non ci sta quando dall'esterno dipingono Ponticelli come un quartiere omertoso: "Sono qui da ottobre scorso e ho trovato una realtà associativa forte. Certo, è difficile chiedere coraggio ai cittadini quando anche oggi le istituzioni non si sono fatte vedere. Non so se c'era qualcuno in borghese, io non ho visto nessuno qui per dare un segnale di presenza". 

Il parroco, oltre a leggere una lettera del vescovo Battaglia contro la camorra, ha avuto il compito anche di leggere il messaggio della figlia di Antimo, troppo scossa per poterlo fare da sola: "Ci manchi, papà. Tu ci hai insegnato ad essere forti ed è quello che cercheremo di fare. Ma la tua morte ci ha sconvolti, non doveva finire così ingiustamente. Non ti dimenticherò mai, te lo prometto. E ti prometto che lotteremo fino in fondo per avere giustizia. E' una promessa". 

Un dolore profondo, ma composto quello mostrato dalla famiglia Imperatore. "Ho parlato con loro - ha concluso padre Modesto - Una famiglia molto grande, con un grande dolore. Uno strappo troppo violento. Ciò che ho visto, però, è la forza di una famiglia che chiede giustizia". 

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