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La Campania seconda regione in Italia per numero di frodi creditizie

L'ultima edizione dell'Osservatorio realizzato da CRIF, stima che nel 2015 i casi di frodi creditizie verificatisi in Italia siano stati 25.300, con una perdita economica superiore ai 172 milioni di euro

Le frodi creditizie perpetrate attraverso un furto di identità, con il successivo utilizzo illecito dei dati personali e finanziari altrui per ottenere credito o acquisire beni, rappresentano un fenomeno criminale di dimensioni più che preoccupanti. A questo riguardo, l’ultima edizione dell’Osservatorio realizzato da CRIF stima che nell’intero anno 2015 i casi verificatisi in Italia siano stati 25.300 e abbiano determinato una perdita economica superiore ai 172 milioni di euro.

La ripartizione percentuale delle frodi per regione di residenza, dichiarata al momento della richiesta del finanziamento, mostra una maggiore incidenza dei casi in Campania, Lombardia, Sicilia e Lazio. Si tratta, nella sostanza, delle stesse regioni che anche nel 2014 occupavano i primi posti della graduatoria. Seguono Puglia ed Emilia Romagna, con quest’ultima che supera il Piemonte in virtù di un incremento del + 28% rispetto alla precedente rilevazione. Per altro, la crescita più marcata rispetto all’anno precedente è quella rilevata rispettivamente in Molise (+39,7) e in Friuli (+32%).

Rapportando invece il numero di casi di frode sul credito erogato, in alcune regioni emergono dei cambiamenti significativi, con la Calabria che scala la classifica passando dalla decima posizione alla prima, con la Campania che passa al secondo posto.

Anche nel 2015 la forma tecnica dei prestiti finalizzati continua a fare la parte del leone, tanto che 74,3% dei casi di frode interessa questa tipologia di prodotto. Complessivamente si registra un aumento significativo anche per le frodi peretrate sulle carte di credito (+51% rispetto al 2014).

“Oltre al fatto che le frodi rimangono un fenomeno che non conosce crisi - commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea MisterCredit di CRIF - l’evidenza che emerge dall’analisi CRIF relativa all’anno 2015 è senza dubbio la fantasia dei criminali che, all’innalzarsi dei sistemi di sicurezza, rispondono cercando sempre nuovi modi per raggiungere i loro obiettivi. Molti dei nostri dati personali sono accessibili sul web e i criminali possono trovarli facilmente, grazie ad attacchi informatici e furti di dati dai social network. Sono infatti notizie recenti i furti di password degli account Twitter e LinkedIn. Con l’avvicinarsi dell’estate inoltre, si intensificano le truffe legate alle vacanze con molte persone che rispondono ad annunci apparentemente vantaggiosi, fornendo persino copie dei propri documenti senza pensare che possano finire in mani truffaldine. Esiste poi il fenomeno del furto di identità riguardante cambiali e assegni emessi a nome altrui, commessi falsificando la firma di assegni smarriti o rubati al titolare, oppure aprendo un conto corrente a suo nome per emettere assegni. In entrambi i casi l’assegno che non può essere incassato viene protestato, con conseguenze pesanti per la vittima".

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