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Ortolani: "Vuoto lo Stir di Caserta, Napoli sommersa dai rifiuti"

La denuncia del direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell'Università Federico II dopo aver visitato l'impianto Stir ex Cdr di Santa Maria Capua Vetere

Nuova denuncia, in materia di emergenza rifiuti, da parte di Franco Ortolani. Il direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell'Università Federico II ha infatti visitato nella giornata di ieri lo Stir ex Cdr di Santa Maria Capua Vetere.

"Alle 10 del mattino la lavorazione dei rifiuti conferiti dalla Provincia di Caserta era già ultimata; nel piazzale non c'erano rifiuti accatastati e il capannone per la produzione del Fos (frazione organica stabilizzata) era semivuoto. L'impianto sembrava un'oasi. Mentre Napoli rimane sommersa dai rifiuti". Sul quotidiano ecologista Terra, le dichiarazioni dell’esperto: "La tritovagliatura operata dallo Stir riduce di circa il 30-40% il volume dei rifiuti che entrano nell'impianto. Se lo Stir lavorasse a tempo pieno, nella discarica di San Tammaro sarebbe conferito un volume inferiore del 30-40%; la discarica, così, potrebbe avere una vita sensibilmente superiore e in mezzo alle strade non rimarrebbero accumulati i rifiuti".

La sottoutilizzazione è stata ufficialmente giustificata dal fatto che l'inceneritore di Acerra può bruciare solo il 30% della parte secca tritovagliata dei rifiuti di Caserta. "Invece di trattare il rimanente 70% dei rifiuti indifferenziati, gli ordini impartiti dall'alto impongono che essi vengano direttamente conferiti nella discarica. Questa situazione ha dell'incredibile".

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