Disabile prigioniero in casa: il Comune gli chiede i soldi

Francesco non può camminare e vive in una casa del patrimonio comunale di Napoli. Da anni chiede una pedana per poter uscire liberamente, ma l'Amministrazione si è mossa solo per chiedergli gli arretrati

Non c'è pace per Francesco Pesce, disabile sulla sedia a rotelle intrappolato in casa. La sua storia Napolitoday l'ha raccontata nel giugno scorso. E' disabile da 36 anni, costretto su una sedie a rotelle dopo essere stato raggiunto da un colpo di pistola. Dopo una serie di vicissitudini personali, compreso un passato con molti errori, Francesco, 59 anni, ha messo la tessa a posto. 

Nel 2013 ha occupato una casa del Comune di Napoli, in via Nuova Santa Maria Ognibene, si è immediatamente autodenunciato e ha chiesto, ottenendolo, la possibilità di restare pagando un regolare affitto. L'uomo, però, non è libero di uscire di casa se non con l'aiuto di altre persone che devono prenderlo in braccio sia per scendere che per salire le scale. Per questo motivo, da anni, Francesco chiede al Comune l'installazione di una pedana, o di un'ascensore esterno al palazzo. 

Dopo il servizio del 24 giugno di Napolitoday, l'associazione Fish Campania, presieduta da Daniele Romano, ha preso in carico il caso. "Abbiamo interpellato - spiega Romano - prima le Politiche sociali e poi il Patrimonio, formalmente proprietario dell'abitazione del signor Pesce. Ci avevano assicurato risposte in circa 15 giorni, ma non ne abbiamo avute. Come se non bastasse, Alessandra Clemente, assessore al Patrimonio fino a pochi giorni fa, si è dimessa per la sua campagna elettorale da candidata a sindaco. E' rimasta solo l'assessore al Welfare Donatella Chiodo che, però, non ha tutte le deleghe per risolvere la questione. Che cosa succede adesso? E' inammissibile che nel 2021 una persona è prigioniera in casa propria perché il Comune non provvede ad installare un ascensore". 

In effetti, però, qualcosa si è mosso. Dopo la nostra denuncia, seguita da quella di Fish, Francesco è stato contattato dalla Napoli Servizi: "Ma solo per dirmi che da settembre mi invieranno i bollettini per avere gli arretrati.  Non è colpa mia se sono in debito, perché dal momento in cui ho occupato la casa ho chiesto di pagare quanto dovuto. Invece, nemmeno un cenno alla possiblità di realizzare una pedana. Non sono solo prigioniero della mia disabilità, ma anche della burocrazia. La mia condizione di salute peggiore, quanto altro tempo potrò vivere recluso in casa?". 

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