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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca Casamicciola terme

Frana a Ischia, cresce il numero degli sfollati: "Alcuni hanno paura degli sciacalli"

Le parole del prefetto di Napoli Claudio Palomba al termine della riunione congiunta Coc-Ccs a Casamicciola

"Si elaborerà un primo piano speditivo che comporterà, probabilmente, laddove ci fossero altre allerte, una evacuazione temporanea della popolazione non solo a Casamicciola". Così il prefetto di Napoli Claudio Palomba al termine della riunione congiunta Coc-Ccs a Casamicciola sulla tragedia della frana, che ha fatto ad oggi 10 vittime.

L'eventuale accoglienza provvisoria avverrà anche in alberghi o in palazzetti dello sport, ha detto il prefetto, spiegando di aver ricevuto disponibilità dalle strutture sanitarie per fornire supporto psicologico nei confronti degli sfollati.

Nelle prossime ore si attende un peggioramento delle condizioni meteorologiche e, quindi, "prima del prossimo fine settimana, riteniamo necessaria l'adozione di questo piano, che – ha confermato Palomba – è precauzionale. Dobbiamo mettere in sicurezza le persone". Ad oggi il numero degli sfollati "è di 280-290, ma – ha aggiunto ancora il prefetto – non escludiamo che il numero possa aumentare".

Claudio Palomba ha anche aggiunto: "Alcune persone non vogliono lasciare le abitazioni per paura degli sciacalli. Le forze dell'ordine garantiranno un presidio nelle zone interessate".

Gli ultimi aggiornamenti

Stamattina sono stati trovati altri due corpi, probabilmente quelli dei coniugi Gianluca e Valentina Monti. Si tratta dei genitori dei tre ragazzi i cui cadaveri erano stati ritrovati tra sabato e ieri. Intanto, mentre ancora proseguono le ricerche delle due persone che mancano ancora all'appello, si fa largo la sensazione che – ancora una volta – la strage potesse essere evitata.
Solo 4 giorni prima del disastro di sabato scorso, quando a Casamicciola la montagna si è dissolta travolgendo case e automobili, qualcuno aveva infatti dato l'allarme chiedendo "lo stato di crisi per calamità imminente". Si tratta dell'ingegnere Peppino Conte, ex sindaco del comune e poi funzionario della Regione Campania, oggi in pensione.

L'allarme

Il 22 novembre aveva mandato una pec a commissario prefettizio, Regione Campania e Città Metropolitana denunciando la situazione, e chiedendo tra le altre cose – causa allerta meteo – che le case a rischio venissero sgomberate. Così come già nei mesi precedenti aveva segnalato i mancati interventi di bonifica dei canali di ruscellamento, richiedendo di intervenire su tutti gli alvei onde evitare "ci si possa trovare nuovamente di fronte a una situazione simile a quella dell'alluvione del 1910, quando morirono 15 persone". Si tratterebbe, del resto, di interventi già finanziati nel 2010 "dopo la morte della piccola Anna De Felice, con un totale di quasi 5 milioni di euro, ma mai realizzati".

Le indagini

La procura di Napoli, che già sta indagando sulle ipotesi di disastro colposo, frana colposa e omicidio colposo a carico di ignoti, ha iniziato un approfondimento anche sulle dichiarazioni di Peppino Conte. Gli inquirenti si stanno concentrando sulla manutenzione degli alvei ma anche sui permessi edili e demolizioni non eseguite.

Le ricerche dei dispersi

Sono ancora due i dispersi di cui si è alla ricerca, con possibilità a questo punto purtroppo scarsissime di poterli trovare ancora in vita. Sull’isola sono incessantemente in azione fin dalle prime fasi del disastro 185 unità tra sommozzatori, elicotteristi, topografi, nucleo speleo alpino fluviale, team Urban Search and Rescue, Coem (Comunicazione in emergenza), dronisti ed esperti conduzione di mezzi pesanti per il movimento terra.
Tra le vittime non ancora identificate ed i dispersi ci sono il tassista Gianluca Monti, sua moglie Valentina Castagna, Salvatore Impagliazzo e lo zio di Monti.

Le vittime

La frana ha colpito in particolar modo due famiglie, con in tutto quattro figli tra cui il più piccolo, un neonato di 22 giorni. C'è la famiglia di Gianluca Monti e Valentina Castagna. La loro villetta è stata travolta dal fango. I loro due corpi potrebbero essere quelli trovati oggi, mentre sono stati ritrovati tra domenica e ieri mattina quelli dei tre figli Michele (15), Francesco (11) e Maria Teresa (6).

L'altra famiglia colpita dalla tragedia è quella di Maurizio Scotto di Minico, pizzaiolo. Sua moglie, Giovanna Mazzella, trentenne, aveva un piccolo negozio. Erano diventati da tre settimane genitori di GiovanGiuseppe. I corpi di tutti e tre i componenti della famiglia Di Minico sono stati ritrovati senza vita e portati nella sala mortuaria dell'ospedale Rizzoli.
Il primo corpo trovato invece, già sabato, è stato quello della 31enne Eleonora Sirabella. Trovata e identificata anche la salma di Nikolinka Gancheva Blangova, bulgara, 58enne.

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Le polemiche

Il mondo della politica, oltre a qualche tentativo di risposta (il Governo e la Regione hanno promesso aiuti), ha anche sollevato al suo interno un polverone di polemiche e accuse.
I due filoni principali di polemiche riguardano alcune dichiarazioni del ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e le accuse mosse al leader dei Cinquestelle ed ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Per quanto riguarda Pichetto Fratin, il ministro ha rilasciato dichiarazioni molto forti ai microfoni di Rtl 102.5. Per lui si è trattato di un "disastro" evitabile "se non avessero costruito nell'alveo e se fossero state fatte le opere di messa in sicurezza", per cui "basterebbe mettere in galera il sindaco e tutti quelli che lasciano fare" eventuali abusi edilizi. Presa di posizione che non è piaciuta non soltanto all'opposizione ma anche all'interno della stessa maggioranza con Salvini in primis a ribattere: "Qualcuno vorrebbe arrestare i sindaci, io invece li voglio proteggere e liberare".

L'altra polemica politica sulla vicenda ischitana riguarda le accuse che Renzi, Calenda e il Pd hanno mosso all'ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Questi nel 2018, quando era al governo con la Lega, avrebbe operato – parole di Renzi – "folli scelte su condono e unità di missione". Il riferimento è all'articolo 25 del decreto sul ponte Morandi di Genova, sul quale però è intervenuto lo stesso Giuseppe Conte precisando: "Non era affatto un condono. Ci ritrovammo in una situazione di blocco totale. A Ischia ci sono circa 27mila richieste di condono precedenti al 2018, per tre leggi che si erano succedute nel tempo (fa riferimento a condoni addirittura degli anni '80, ndR). In più c'erano oltre 1000 richieste per danni del terremoto. Per mettere un po' di ordine e cercare di accelerare quelle pratiche impantanate, con abitazioni non agibili e situazioni a grave rischio, abbiamo introdotto quell'articolo 25, ma attenzione, non è un condono. Abbiamo definito la procedura in modo ovviamente che si espletasse più celermente alla luce della legislazione già vigente per esaminare quelle pratiche e dare una risposta. Ai sensi dell'articolo 25 non è assolutamente permesso concedere una sanatoria o una qualche agevolazione nei casi in cui il vincolo idrogeologico va rispettato. Non c'è nessuna deroga ai vincoli idrogeologici".

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