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Giovedì, 2 Febbraio 2023

Frana a Ischia, l'ex sindaco degli allarmi inascoltati: "Abusivismo? Ora danno la colpa ai morti"

L'intervista di NapoliToday all'ingegnere Giuseppe Conte, che quattro giorni prima della tragedia aveva avvertito le autorità dell'incombente rischio

"Mi sono sentito di indirizzare un determinato allarme a chi di dovere. Se qualcuno ha la coscienza sporca, se ne renderà conto". L'ingegnere Geppino Conte, ex sindaco di Casamicciola, a Ischia, aveva più volte scritto alle autorità competenti perché intervenissero prima che fosse troppo tardi. In diverse Pec, dallo scorso settembre, spiegava la pericolosità del versante del Monte Epomeo poi drammaticamente franato sabato scorso. L'ultima mail, vista l'allerta meteo, l'aveva addirittura inviata quattro giorni prima che avvenisse la tragedia.
Le sue preoccupazioni erano evidentemente fondate. L'abbiamo raggiunto telefonicamente.

Su quali basi aveva inviato quelle pec a commissario prefettizio, Regione Campania e Città Metropolitana, oramai diventate di dominio pubblico?
"Nel febbraio del 2021 c'era stata una frana all'interno dell'alveo La Rita, col crollo di un albergo termale. Successivamente si sono fatti dei sopralluoghi, dai quali è emersa una situazione disastrosa. O si puliva l'intero alveo o sarebbero state in pericolo due scuole, una centrale elettrica e della case popolari. Non solo, si ipotizzava anche in caso di allerta meteo l'evacuazione di tutto ciò che fosse a valle dello stesso alveo".

Un anno e mezzo dopo però nessun intervento di messa in sicurezza è stato portato a termine e lei, preoccupato ha chiesto alle autorità di intervenire.
"Gli ho chiesto, dato che i lavori non erano stati realizzati, se stessero mettendo in atto tutte le procedure necessarie perché la popolazione potesse stare tranquilla. Avevo ipotizzato la stessa situazione di pericolo del 1910, e se andiamo a vedere le fotografie di quell'alluvione corrispondono a quello che si è poi verificato sabato".

L'alluvione del 1910 fece 11 vittime. Il bilancio di quella di questi giorni, con diversi dispersi che ancora mancano all'appello, sarà probabilmente ancora peggiore. Le chiedo: anche alla luce delle sue segnalazioni, si poteva evitare questa tragedia?
"Non lo so. So che ci sarebbe dovuto essere un piano di protezione civile. L'allerta meteo secondo me non è sufficiente se i cittadini non sanno cosa fare. Se c'è allerta e ai cittadini si chiede di restare a casa...erano a casa le persone che sono morte. I lavori di messa in sicurezza vanno fatti. Se si ritenevano necessari dopo l'alluvione precedente, lo sono ancora di più col passare del tempo, dato che il dissesto idrogeologico aumenta".

I lavori di messa in sicurezza sono in programma da diversi anni, addirittura da quell'alluvione del 2009 in cui morì la 15enne Anna De Felice. Che fine hanno fatto?
"Sono stati finanziati dal Ministero. Fu nominato un commissario straordinario, poi decaduto. Poi divenne responsabile l'assessore competente della regione, poi dal 2014 lo stesso presidente della giunta regionale. Questo ha nominato l'ente attuatore, si arrivò anche ai progetti. Infine diventò ente attuatore il Comune di Casamicciola, questo però proprio subito dopo il terremoto dell'agosto del 2017. I progetti sono ancora lì e dei lavori si sono perse le tracce".

Ci ha detto di essere amareggiato per come la stampa sta trattando la vicenda, ci può spiegare il suo punto di vista?
"Sembra che la colpa sia quasi delle persone morte. Si parla di abusivismo, si dice che le case lassù non potessero esserci. Ogni volta che succede qualcosa a Casamicciola pare che sia colpa degli abitanti. Noi stiamo piangendo i nostri amici, i nostri fratelli, i nostri figli. Si vuole giustificare un'insufficienza delle istituzioni. Un perverso scaricabarile, per dire fino alla fine che la colpa è dei cittadini. Gli amministratori vengono a fare le passerelle, e poi alla fine restiamo soli".

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