La fossa del coccodrillo al Maschio Angioino: storia o leggenda?

Un luogo da sempre tra i più misteriosi, al punto da richiamare l'attenzione di Benedetto Croce ed Alexandre Dumas

Il Maschio Angioino

Delle tante leggende che circondano il Maschio Angioino, una delle più interessanti (e spaventose) è quella che riguarda la cosiddetta “fossa del coccodrillo”. Si tratta di una storia che tramanda la tradizione verbale, ma per la quale si sono scomodati addirittura Benedetto Croce ed Alexandre Dumas.

Croce, in “Storie e leggende napoletane”, racconta che vi era nel Castrum Novum (il Castel Nuovo, appunto il Maschio Angioino), “una fossa sottoposta al livello del mare, oscura, umida, nella quale si solevano cacciare i prigionieri che si volevano più rigidamente castigare”. Il punto è che chi veniva incarcerato lì, scompariva. Un giorno il mistero, poi, fu chiarito: “da un buco celato della fossa [si vide, ndR] introdursi un mostro, un coccodrillo, che con le fauci afferrava per le gambe il prigioniero, e se lo trascinava in mare per trangugiarlo”.

L'autore de “I tre moschettieri”, invece, nella “Storia dei Borbone di Napoli” descrisse quell'inquietante galera così: “Da questa bocca dell’abisso, dice la lugubre leggenda, uscendo dal vasto mare, appariva un tempo, l’immondo rettile, che ha dato il suo nome a quella fossa”.

Secondo alcuni, la “fossa del coccodrillo” nacque sotto il regno di Ferrante d’Aragona (sovrano dal 1458 al 1494), che decise di gettare lì alcuni congiurati. Per Croce fu lo stesso re Ferrante poi a disfarsi dell'animale, gettandogli in pasto una coscia di cavallo per soffocarlo. Altri attribuiscono l'arrivo dell'animale alla regina Giovanna II: secondo la leggenda, per liberarsene, dava i suoi amanti in pasto al rettile attraverso una botola.

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Un ultimo capitolo della leggenda è stato scritto di recente, nel 2004, quando nel corso degli scavi per la costruzione della stazione Municipio – quindi a pochissimi passi dal castello – è stato ritrovato lo scheletro di un animale. Secondo i più, un cetaceo spiaggiatosi chissà quando. Secondo gli amanti del mistero, invece, qualcos'altro.

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