Cronaca Caivano

Caso Fortuna Loffredo, un testimone scagionerebbe Titò

L'uomo ha sostenuto che quando la bimba precipitò dal palazzo, Raimondo Caputo si trovava in strada insieme con la propria figlioletta

Pietro Loffredo, il padre di Fortuna uccisa nel 2014 al parco Verde di Caivano, intende rinunciare alla costituzione di parte civile nei confronti dell'uomo accusato del delitto, Raimondo Caputo detto Titò. Il suo legale Angelo Pisani, nel corso dell'udienza davanti alla terza sezione della Corte d'Assise di Napoli, ha formalizzato la richiesta precisando che Loffredo non ritiene l'imputato responsabile dell'omicidio. L'uomo infatti ipotizza che ad uccidere la bimba sia stato un altro inquilino dell'edificio.

Nel corso dell'udienza di oggi inoltre, un testimone - che abita anch'egli nell'edificio dove abitava la piccola Fortuna - ha sostenuto che quando la bimba precipitò dal palazzo Titò si trovava in strada insieme con la propria figlioletta, una circostanza che tuttavia non aveva riferito nel corso degli interrogatori svolti durante le indagini preliminari.

Il testimone getta dunque una nuova luce su quei secondi che sono seguiti all'impatto del corpo di Chicca sul selciato. Le sue dichiarazioni hanno ovviamente scatenato gli avvocati di parte civile e i difensori degli imputati (presente in aula solo Raimondo Caputo, mentre Marianna Fabozzi ha rinunciato ad assistere all'udienza), e lo stesso pubblico ministero Claudia Maone.

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