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Primo forno crematorio a Napoli, Panini: "Presto i funerali comunali"

 

Ci sono voluti 39 anni per passare dalle idee ai fatti. Era il 1981 quando fu presentato il primo progetto di forno crematorio nel Comune di Napoli. Oggi, la teoria è diventata pratica. Inaugurato il primo forno in via Santa Maria del Pianto, nel quartiere Poggioreale, a pochi metri dagli ingressi del cimitero nuovissimo e di quello monumentale. 

La struttura, attiva da subito, entrerà a regime nel giro di una settimana e cremerà tra le 8 e le 10 salme al giorno. Entro l'estate saranno aggiunti altri due forni, per un totale di circa 30 salme quotidiane, una cifra che coprirebbe quasi del tutto l'intero fabbisogno partenopeo. Il costo di una cremazione si aggira intorno ai 500 euro più iva, a cui andranno aggiunti eventuali servizi aggiuntivi. La location è pubblica, mentre la fornitura dei forni e l'erogazione del servizio è stata affidata a una ditta privata.

Se il primo progetto è del 1981, risale al 1989 la posa della prima pietra. L'impianto, però, fu completamente rivoluzionato nel 1998 a cavallo tra il primo e il secondo mandato di Antonio Bassolino. In trent'anni, i lavori sono stati sospesi ripetutamente per poi essere bloccati del tutto per il sequestro dei terreni circostanti. 

Il cimitero e i servizi annessi presentano ancora diverse zone d'ombra. Indagini della Procura hanno svelato ripetute infiltrazioni camorristiche. Enrico Panini, vicesindaco di Napoli con delega al ramo, assicura che il Comune sta facendo di tutto per riportare la legalità nella sepoltura dei propri cari ed eliminare le aree di possibile racket: "Il primo passo sarà quello di istituire i funerali comunali, quindi in piena trasparenza. E' importante anche che vengano eliminate le zone di degrado del cimitero perché il culto dei morti deve sposarsi con la civiltà e la dignità, oltre che con la legalità". 

Presenti anche il consigliere Gabriele Mundo con delega ai cimiteri e il consigliere Antonio Napolitano.

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