Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Formiche al S. Giovanni Bosco: accolto il ricorso di tre infermieri

I tre operatori sanitari vennero sospesi dopo l'episodio avvenuto nel novembre 2018

Il Tribunale di Napoli sez Lavoro con la sentenza n. 4369/2021 del 2/7/2021 ha accolto, come riporta il Nursind, il ricorso di tre infermieri che avevano subito un procedimento disciplinare con irrogazione della relativa sanzione (consistente nella sospensione di 30 giorni dalla prestazione lavorativa, con privazione della retribuzione).

I fatti risalgono al novembre 2018 quando, su segnalazione di un parente di una degente ricoverata presso l’unità operativa di medicina dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli, veniva riportato alla ribalta nazionale il caso di un ospite del nosocomio che era stata ricoperta improvvisamente da un “esercito” di formiche, mentre era a letto.

Della storia si occupò la stampa nazionale, oltre che quella locale, e l’azienda provvide immediatamente ad inviare la contestazione di addebito ai tre infermieri che erano impiegati nel turno notturno in cui si verificò l’evento. I professionisti in questione furono sospesi in via cautelativa dal servizio e il relativo procedimento si concluse, come detto, con la conferma dell’addebito agli stessi contestato.

Gli interessati, allora, proponevano ricorso all’autorità giudiziaria, osservando come nessuna responsabilità potesse essere loro imputata per l’accaduto. Il Tribunale di Napoli, a conclusione dell’istruttoria documentale e testimoniale, accoglieva il ricorso dei tre infermieri, all’uopo rilevando come nella fattispecie l’azienda non aveva affatto provato la negligenza dei tre professionisti, i quali invece avevano adempiuto ai propri obblighi, così come confermato anche dalla coordinatrice infermieristica dell’unità operativa interessata.

Il giudice inoltre rilevava che era invece stata data prova delle gravi carenze strutturali, manutentive ed igieniche in cui la struttura versava, nonché stigmatizzava l’inadeguatezza clinica ed assistenziale della decisione di ricoverare la paziente presso il reparto di medicina, anziché nell’unità operativa di terapia intensiva, attese le precarie condizioni di salute della degente.

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