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La conferenza stampa

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Nuova era per il Premio Napoli: nasce il Forum dei Bisogni Primari

Mangiare, Bere, Abitare. Seminari e incontri declinati in tre anni per creare comunicazione e coordinamento tra le realtà che si occupano di queste tre necessità primarie grazie a sapere tecnico e umanistico

E’ tempo di cambiamenti alla Fondazione Premio Napoli: nuove idee e nuove articolazioni del concetto di cultura e diffusione della letteratura che vedranno protagonista non solo lo storico concorso letterario, ma anche incontri e seminari volti creare un nuova narrazione dei nostri tempi e della società che ci troviamo a vivere.

E’ con questi presupposti che la Fondazione darà vita ad un Forum dei Bisogni Primari, che si declinerà in tre anni di attività il cui ci si occuperà delle tre necessità primarie: Mangiare, Bere, Abitare.

Come ha spiegato il Presidente Gabriele Frasca durante la conferenza  tenutasi mercoledì mattina per presentare alla stampa l’idea e gli appuntamenti del Forum: “La Fondazione vive intorno al Premio Napoli, ma non si identifica esclusivamente con esso”.  “Compito della cultura – ha proseguito Frasca – è quello di essere l’occhio della società e noi vogliamo diventarlo,  vogliamo creare un  nuovo sistema di riferimento, perché spetta alla letteratura narrare e dar voce ai nuovi problemi sociali, alla povertà relativa e assoluta che attanaglia una percentuale sempre più alta di cittadini, cittadini che si impoveriscono pur se lavorano”.

Lo scopo è quindi promuovere “ l’interazione di percorsi formali e modelli conoscitivi differenti, validi su scala mondiale che permettano di comprendere il bisogno e di sfidarlo, di riconoscerne la singolarità e al contempo assumerne il tratto universale,  per poi tornare al reale, ciascuno identificando con più chiarezza il proprio compito in una nuova, necessaria lotta per l’eguaglianza”.

In ogni incontro, ha poi spiegato Giancarlo Alfanosi integreranno le componenti tecniche  e specialistiche (con economisti ed esperti di finanza) e le componenti più puramente umanistiche (con letterati, sociologi, antropologi, storici ed umanisti) alle quali si aggiungerà una terza componente, quella della “rappresentazione”, per la quale saranno chiamati teatranti, registi, artisti che metteranno in scena e renderanno maggiormente comprensibile emotivamente i bisogni di cui si sta parlando.  Creare una narrazione  e rappresentazione del nuovo “disagio sociale” e del confine tra bisogno e desiderio sarebbe quindi il modo per renderlo comprensibile e soprattutto visibile, perché, come spiega il Presidente Frasca “quello che non viene raccontato è come se non esistesse”.
E’ come se migliaia di persone che si stanno impoverendo sempre più, in un sistema economico in crisi e che deve trasformarsi con una nuova idea di ridistribuzione delle risorse,  fossero solo fantasmi perché non ci sono parole per raccontarli. “L’idea è di creare queste parole”.


Il motivo per cui si è pensato ad un Forum, ha raccontato Carmelo Colangelo, è la spinta a creare un’agorà, un incontro di competenze e intelligenze da mettere al servizio di quelle realtà sociali che oggi si occupano dei bisogni primari come le associazioni del terzo settore.
E’ proprio a queste categorie che principalmente si rivolgerà il Forum, ha spiegato ancora Colangelo che ha aggiunto “ciò di cui hanno necessità tutte queste realtà è di riuscire a dialogare tra loro, creare un ponte comunicazionale e poter accedere facilmente alle risposte di cui hanno bisogno.

Il primo anno  di Forum si articolerà in 5 seminari sul bisogno primario di Mangiare con un appuntamento previsto per il prossimo 10 luglio dal titolo “La fame non aspetta” al Real Albergo dei Poveri con la partecipazione di Enzo Moscato e Marco Revelli. Seguiranno due appuntamenti il 4 e il 23 ottobre rispettivamente intitolati “Pane Selvaggio” e “La scala della Fame”, uno il 13 novembre con il titolo “Un campo che non è quello di grano” e si chiuderà con “Il nuovo abolizionismo. Sradicare la fame” il 19 e 20 dicembre 2012.



 

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