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Emergenza maltempo: 3 mila ettari di terreno sott'acqua

Emergenza maltempo in Campania. Straripati i fiume Sele, Tanagro, Solofrano e Sarno. 300 persone evacuate nelle località Trentalone di Gromola e Ciurnito del comune di Capaccio-Paestum

Il maltempo fa sentire la sua voce e i danni maggiori si sono concentrati nel Vallo di Diano, dove il fiume Tanagro è esondato e, soprattutto nelle zone intorno al Sele, stratipato anche lui.

Ore 9.40 Esondazione del Tanagro
Il Vallo di Diano, vasto comprensorio a sud di Salerno, trasformato in una sorta di grande lago a causa della violenta ondata di maltempo e per l'esondazione del fiume Tanagro. Moltissimi i fabbricati allagati.
Le campagne comprese tra i territori comunali di Sala Consilina, Teggiano e San Rufo sono completamente allagate ed impercorribili sono tutte le relative strade interpoderali. Numerosi animali vagano per le campagne dopo essere fuggiti dalle stalle tutte allagate. In particolare a Sala Consilina sei famiglie sono state salvate perché rimaste bloccate nelle proprie abitazioni invase da fango e detriti. La strada statale 19 in diversi punti è invasa dal fango.
Ingenti i danni. Le colture agricole sono andate completamente distrutte. Continua a piovere e persistono su tutto il comprensorio forti raffiche di vento che stanno continuando ad abbattere alberi.

Ore 10.00 Straripa il Sele
Il fiume Sele è straripato e circa 300 persone sono sono state evacuate dalle loro abitazioni nelle località Trentalone di Gromola e Ciurnito del comune di Capaccio-Paestum. Le persone evacuate si trovano comunque nei pressi delle loro abitazioni, in attesa di un miglioramento delle condizioni del tempo. La furia dell'acqua ha invaso colture e i piani bassi delle abitazioni. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale di Salerno, la Protezione Civile e gli operai del consorzio sinistra Sele. Nell'agro sarnese nocerino il torrente Solofrana, che affluisce nel fiume Sarno a Pagani ha rotto gli argini. Gravi i disagi e numerose le famiglie fatte sgomberare. A Sarno e Siano permane lo stato di preallarme scattato nel pomeriggio di ieri. I tecnici dei centri operativi comunali hanno provveduto per tutta la notte a monitorare i versanti dei monti che sovrastano i due comuni salernitani e assicurano che fino a questo momento i canali di scolo hanno retto all'abbondante pioggia.

Ore 11.00 Straripati i fiumi Solofrano e Sarno
Il fiume Sarno è straripato con cedimento degli argini in località Loreto Ortolonga. Centinaia gli interventi dei vigili del fuoco. Anche il fiume Solofrana ha rotto gli argini in località Persano, a monte della confluenza del fiume Calore e Sele, dove si è verificato uno straripamento che ha allagato un'ampia zona della piana tra i comuni di Eboli e Borgocariglia. In località Ponte Barizzo, ancora nel comune di Eboli, numerose persone sono state soccorse dei vigili del fuoco con l'utilizzo di mezzi anfibi. Altri comuni interessati nel salernitano: San Rufo, Sala Consilina, Polla, S. Arsenio Padula, Buonabitacolo e Laviano per l'esondazione dei fiumi Teglio e Tanagro, con persone evacuate da edifici a rischio. Inviate in supporto alle squadre locali, sezioni operative dai comandi del vigili del fuoco di Napoli e Caserta.


Ore 11.30 Coldiretti: allagati oltre 3 mila ettari

Danni per decine di milioni di euro, più di tremila ettari di terreno sott'acqua per gli straripamenti ed esondazioni  che hanno allagato le campagne circostanti distruggendo serre e coltivazioni e mettendo in pericolo gli animali allevati. E' quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti, nella provincia di Salerno dove i principali corsi d'acqua hanno rotto gli argini. Nella piana del Sele sono andate perdute intere colture di cicorie, cipolle, fragole, ravanelli, rucola, spinaci, cavoli ed insalate destinate ad essere vendute già tagliate e pulite in sacchetto, la cosiddetta quarta gamma, in un territorio che - sottolinea la Coldiretti - è leader in Europa per questo tipo di produzioni. In grande difficoltà anche l'olivicoltura con le olive sbattute a terra dal maltempo proprio nel momento cruciale della raccolta. Nel Vallo di Diano - continua la Coldiretti - sono stati distrutti i campi di erba medica ed altre foraggere destinate all'alimentazione degli animali che rischiano di rimanere senza scorte che sono state distrutte e bagnate nei fienili. Coldiretti è impegnata nell'assistenza alle imprese e sottolinea la necessità ed urgenza che la Regione Campania, superando i vincoli del Patto di stabilità, sblocchi i fondi previsti in Bilancio per la manutenzione e l'esercizio delle opere e degli impianti gestiti dai Consorzi di bonifica.

 

Ore 12.50 Evacuati in 500, alcuni non vogliono lasciare le case
Una parte delle 500 persone che vivono in abitazioni allagate dallo straripamento del fiume Sele, in località Gromola, Ponte Barizzo e Foce Sele, tutte nel comune di Capaccio Paestum si è allontanata, trovando ospitalità in abitazioni di parenti. Altri, invece, nonostante l'invito a lasciare le proprie case, hanno preferito, al momento, rimanervi perché, dicono, hanno paura di possibili episodi di sciacallaggio. La preoccupazione è che nelle prossime ore è che la piena nelle prossime ore possa ulteriormente ingrossarsi a causa delle piogge a monte delle località interessate.

15.30 Famiglie evacuate in provincia di Avellino
Allagamenti, frane, esondazioni su gran parte del territorio della provincia di Avellino dove decine di famiglie sono state evacuate precauzionalmente mentre il Prefetto, Ennio Blasco, ha convocato un vertice con Protezione Civile e forze dell'ordine. Diverse famiglie sono state evacuate ad Aiello del Sabato mentre a San Mango sul Calore un 95enne è stato tratto in salvo nella abitazione allegata dai vigili del fuoco.
Paura anche a San Michele di Serino e a Montella mentre a Quindici è scattato lo stato di allerta anche se gli interventi di consolidamento a monte e a valle della montagna di Pizzo d'Alvano, eseguiti dopo l'alluvione del 1998, hanno garantito la tenuta di argini e canali.
A Cervinara, nelle frazioni Ioffredo e Ferrari, teatro della tragica alluvione del 1999, sono state invase da detriti vunti giù dalla montagna.
A Solofra, in contrada Sant'Agata, cinque nuclei familiari hanno dovuto lasciare le rispettive abitazioni a causa della esondazione del vallone dei Granci che ha superato gli argini e invaso le case.
Ad Atripalda, a causa del pericoloso ingrossamento del fiume Sabato, via Gramsci è stata chiusa al traffico veicolare e il locale canile municipale è stato evacuato. Protezione Civile e vigili del fuoco sono intervenuti a Lioni, dove una frana ha bloccato la starada statale che conduce all'altopiano del Laceno. Frane e smottamenti che hanno interessato i comuni di Altavilla, Summonte, Forino, S'Angelo dei Lombardi, Serino e Montoro Inferiore. Sulla statale 88, in località Toppole del comune di Summonte, l'acqua ha allagato un sottopasso intrappolando cinque auto in transito: gli automobilisti sono stati liberati da vigili del fuoco e volontari.
 

16.20 Bertolaso: “Acquedotto del Sele seriamente danneggiato”
L'acquedotto del Sele, che fornisce acqua potabile a Salerno e provincia, è stato "danneggiato in modo estremamente serio" dall'ondata di maltempo che ha colpito la Campania nelle ultime ore. Lo ha detto il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso nel corso del suo intervento alla Camera sui danni provocati dalle piogge degli ultimi giorni. "C'èuna situazione particolarmente critica in Campania, soprattutto in provincia di Salerno - ha spiegato Bertolaso - tanto che in questo momento risultano evacuate a scopo precauzionale circa mille persone e tre persone che erano cadute in acqua sono state salvate ancora una volta tempestivamente dai vigili del fuoco". Ma la situazione più preoccupante, ha aggiunto, è quella dell'acquedotto del Sele, danneggiato seriamente. "Pensiamo che per circa 30 giorni, lavorando per 24 ore al giorno - ha concluso il capo della Protezione Civile - sarà necessario fornire acqua potabile in maniera diversa a circa cinquecentomila persone di Salerno e della provincia".

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