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#fiumeinpiena @V.Graniero/NapoliToday

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Napoli travolta da un "fiume in piena": è battaglia contro il "biocidio"

Decine di migliaia di persone hanno sfilato in corteo sotto la pioggia battente contro l'avvelenamento del territorio. "Da oggi niente più sarà come prima, questo è solo l'inizio". Dal palco i 10 punti contro il biocidio

Associazioni, comitati, studenti, famiglie, bambini, medici per l'ambiente, organizzazioni cattoliche e laiche, ambientalisti, singoli cittadini e gruppi in lotta provenienti da altre regioni d'Italia. Ieri Napoli è stata letteralmente travolta da un "fiume in piena".

La pioggia battente e costante, che ha accompagnato l'intero corteo (partito alle 14.30 da Piazza Mancini), non ne ha scalfito la portata: nessuno ha rinunciato a scendere in piazza per dire 'basta al biocidio in atto tra le province di Napoli e Caserta'. Ma non solo la nostra regione, tra i manifestanti ci sono anche rappresentanti dei cittadini di Taranto, di Brindisi, ci sono striscioni NO-TAV e NO-MUOS e ancora striscioni dei cittadini abruzzesi. Tutti insieme, perché quello che si consuma in troppe parti del Paese è "un unico biocidio".

Numeri non sappiamo darli con certezza, gli organizzatori dicono "centomila", leggiamo da qualche parte "settantamila", quello che possiamo dirvi (dopo aver raccontato in diretta lo svolgersi della mobilitazione) è che a Piazza Bovio abbiamo visto sfilare persone per oltre due ore. Una marea umana che sembrava non finire mai, che si alimentava grazie a gruppi che si univano al corteo strada facendo, che sembrava moltiplicarsi nonostante la fatica e la pioggia. Un corteo coloratissimo e pieno di striscioni molti significativi, senza bandiere politiche solo con i gonfaloni in rappresentanza delle città, in cui la rabbia e l'indignazione hanno sfilato composte, dando una enorme lezione di civiltà.

E' un momento storico ed emozionante, la sinergia che si è creata tra i movimenti in lotta ha creato il terreno fertile per una discussione veramente aperta, in cui ogni contributo è e sarà fondamentale, da qui in avanti. Perché non si tratta che dell'inizio, un punto di partenza. Questo l'hanno spiegato da subito i tanti promotori della mobilitazione di questo incredibile 16 novembre. La camorra, le istituzioni colluse, la malaimprenditoria: questi cittadini che sfilano chiedono il conto a tutti. "Chi ha inquinato deve pagare", il grido è unanime.

Quando la testa del corteo arriva finalmente a Piazza del Plebiscito, la coda è praticamente ancora alla partenza.
Tanti gli interventi dal palco, ogni realtà territoriale (da Napoli a Caserta con le relative province) ha potuto dare il proprio contributo. Tra i più applauditi padre Maurizio Patriciello (che in corteo ha sfilato insieme all'oncologo Marfella, dei medici per l'ambiente, e al cantante partenopeo Nino D'Angelo), alle sue spalle le foto dei bambini morti per cancro. Don Maurizio li nomina uno per uno e poi chiede giustizia e verità per queste morti. "Mi sento come un padre a cui hanno stuprato il figlio e non se n'è accorto. Prima dicevo che bisognava avere fiducia nelle istituzioni, perdonatemi, adesso non lo dico più, dico solo che bisogna confidare nelle persone buone". E poi ancora "Stato fai il tuo dovere, questa in piazza è la parte migliore dell'Italia, non perdertela".

Molto atteso anche l'intervento di Alex Zanotelli. Il padre simbolicamente spezza del pane (che in quel momento viene distribuito alla folla dall'unione panificatori come simbolo di legalità e di prodotto sano, contro l'abusivismo in cui spesso è infiltrata la malavita) in segno di condivisione di ideali, di unione di intenti.

Emozione, ancora, quando arriva la madre di Cristian D'Alessandro, l'attivista di Greenpeace prigioniero in Russia insieme ad una decina di altri sui compagni. La piazza grida unanime 'Cristian libero', perché queste battaglie per la salvaguardia dell'ambiente sono comuni, si intrecciano.

Napoli, da ieri pomeriggio, è apparso come un nuovo laboratorio di democrazia partecipata. La rabbia popolare che attraverso la lotta e la mobilitazione si fa anche proposta, come dimostra la  Piattaforma programmatica di #fiumeinpiena che si articola in 10 punti chiave contro il biocidio e in cui si affrontano temi fondamentali come quello delle bonifiche, della tutela dell'agricoltura sana, della mappatura delle aree inquinate (e di quelle non contaminate), della sanità pubblica, fino alla bocciatura dell'attuale piano regionale dei rifiuti.
Da oggi la battaglia continua, il #fiumeinpiena non si ferma.

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