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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Finta no profit per intascare le donazioni e investirle in criptovalute

Cinque misure cautelari. In alcuni casi inventavano storie di persone che avevano perso la casa o il lavoro

Attraverso la costituzione di una fittizia associazione no profit hanno proposto investimenti finanziari, altamente remunerativi, nel settore delle criptovalute e dell'oro, in assenza di qualsivoglia titolo autorizzativo. I finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia valutaria, sotto il coordinamento della Procura di Napoli Nord, hanno eseguito questa mattina un'ordinanza emessa dal gip presso il Tribunale di Napoli Nord che ha disposto cinque misure cautelari personali e il sequestro preventivo per quasi 1 milione di euro nei confronti di soggetti indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata all'abusivismo finanziario, trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio.

Gli accertamenti hanno portato alla luce un sistema criminale, radicato nella provincia di Napoli ma operante sull'intero territorio nazionale per il tramite di una rete di procacciatori che, utilizzando applicazioni di messaggistica istantanea, hanno promosso gli investimenti attraverso gruppi "motivazionali" in grado di coinvolgere oltre 2.200 risparmiatori presso cui sono stati raccolti 6.396.682,99 euro, bonificati su conti correnti nazionali ed esteri sotto l'apparente veste di erogazioni liberali all'associazione no profit. Il sistema per coinvolgere il maggior numero di investitori era quello del passaparola, con l'accortezza di reclutare soltanto gente conosciuta e l'avvertenza che non era possibile la restituzione immediata degli investimenti: "Il prossimo che insinua che non abbiamo soldi per pagare perché è talmente viziato da pretendere il pagamento immediato, ne subirà le conseguenze", dice un indagato.

In alcuni casi, facendo leva sull'emotività, le donazioni erano sollecitate per fronteggiare asserite difficoltà economiche di alcuni associati: "Oggi siamo venuti a conoscenza che un nostro membro è in serie difficoltà e rischia di perdere la casa... abbiamo appreso che una famiglia... nell'alluvione ha perso tutto e si trova senza neppure indumenti con due bambini! Ora, siamo una grande famiglia". Dalla ricostruzione dei flussi finanziari è emerso che il capo dell'associazione ha tratto profitti illeciti per 679.284,82 euro, cercando poi di evitare il sequestro dei propri beni attraverso un finto contratto preliminare di compravendita di un terreno per giustificare la perdita della caparra di 275mila euro, attribuita fittiziamente all'originario proprietario. L'attività della Guardia di Finanza è in corso di esecuzione in Liguria, Campania e Puglia, con il supporto dei Reparti alla sede di Bari, Lecce e Savona.

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