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Fincantieri, l'apertura dell'azienda: "Il piano non è prendere o lasciare"

In serata una nota: "Da settembre prenderà avvio la costruzione dei due pattugliatori della Guardia Costiera che satureranno in parte il Cantiere per i prossimi due anni. L'azienda si farà ancora carico di impiegare parte dei lavoratori come trasfertisti"

Due giorni di caos e terrore. Un'intera città, Castellammare, sommersa dalla rabbia degli operai Fincantieri. Ieri il sindaco della città, Luigi Bobbio, promuovere l'intervento dell'esercito. Poi in serata, ecco i toni placarsi dopo una nota della Fincantieri che dice: il piano non è "prendere o lasciare" e le decisioni dovranno essere "condivise".

Si legge nella nota: "Come detto nel corso dell'incontro svoltosi alla presenza dei massimi livelli dei sindacati di categoria le linee del piano illustrate sono la fotografia della situazione esistente e prospettica e delle conseguenze che ricadrebbero sull'assetto e sul posizionamento dell'azienda in termini di riduzione della capacità produttiva e relativa riduzione di organico da effettuarsi nel corso dei prossimi anni". Fincantieri sottolinea inoltre che "le linee del piano non sono da intendersi come "un prendere o lasciare". Il sindacato, unitariamente, si legge nella nota, "ha respinto le ricadute in termini di esuberi e di chiusura di siti. Le parti si sono date appuntamento il prossimo 6 giugno per la consegna del piano da parte dell'azienda con l'obiettivo di approfondire sia quanto esposto dalla stessa sia le valutazioni del sindacato, proseguendo quindi una trattativa con l'obiettivo di pervenire possibilmente a soluzioni condivise".


E per quanto riguarda il cantiere di Castellammare, prosegue la nota, "viene riconfermato, come concordato con le istituzioni locali, che dal mese di settembre prenderà avvio la costruzione dei due pattugliatori della Guardia Costiera, che satureranno in parte il Cantiere per i prossimi due anni. Inoltre, nel corso del 2010, Fincantieri si è fatta carico dell'indotto stabiese, consentendo alle aziende valide e competitive, che non avevano continuità produttiva presso Castellammare, di realizzare un fatturato di oltre 150 milioni di euro presso le altre strutture del Gruppo, impegno che proseguirà nel 2011. Come promesso a più riprese, l'azienda si farà ancora carico di impiegare parte dei lavoratori di Castellammare come trasfertisti".

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