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Camorra, si gira la fiction sulla storia dei Casalesi. È subito polemica

Il prodotto sarà trasmesso sulle reti Mediaset. I Verdi: "Esperienze simili in passato hanno prodotto emulazione. Queste fiction hanno spesso trasformato i camorristi in eroi e personaggi positivi"

Il clan dei Casalesi in una fiction. Dopo essere stati oggetto di ricerche storiche e sociologiche, adesso nomi diventati tragicamente famosi - «Sandokan» (Francesco Schiavone), «'o ninno» (Antonio Iovine), «'o cecato» (Setola) e Michele Zagaria arriveranno nelle tv delle case italiane.

La fiction sarà trasmessa sulle reti di Mediaset come ha annunciato il produttore Pietro Valsecchi, gran capo di Taodue. "Si tratta di una storia che sarà raccontata in sei puntate e che, sono convinto, avrà un grande successo e riscontro". Ma non mancano le polemiche. Il timore maggiore è il rischio di fare dei camorristi degli idoli e di continuare a marciare sulla testa dei Casalesi onesti vanificando anni di iniziative e di carovane antimafia.

Come hanno denunciato il presidente dell'Associazione Studenti Napoletani contro la camorra Simone Scarpati ed il commissario regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: "Al di là della qualità del prodotto televisivo è davvero inquietante sapere che sta per essere girata una fiction sui Casalesi a Caserta. Innanzitutto il clan in questione non è stato ancora sgominato e poi le esperienze simili in passato hanno prodotto emulazione e non certo critica nei nostri territori. Queste fiction hanno spesso trasformato i camorristi in eroi e personaggi positivi come il “simpatico figlio” di un camorrista al Grande Fratello. A questo punto – continuano Scarpati e Borrelli – non ha senso domandarsi perchè sui territori di Napoli e Caserta e sulle loro province si diventa baby criminali a 15 e 16 anni e si comincia ad usare la pistola anche a 13. La sparatoria di Qualiano come altre vicende simili non ha insegnato nulla e per alcuni imprenditori e produttori i nostri ragazzi sono solo “carne da macello”.

Per il Comitato don Diana e l’associazione Libera Caserta, rappresentate dal coordinatore provinciale Valerio Taglione "a chi non è fornito della giusta dose critica, darà un’altra occasione per creare falsi modelli".

Infine, il giudice estensore della sentenza del processo Spartacus, Raffaele Magi, che ha fatto sapere di non poter dare un giudizio negativo a priori. "Avevo sentito parlare delle riprese, e non sarebbe la prima volta che da vicende giudiziarie si traggano spunti per produzioni televisive". Ciò che si fa necessario è la ricostruzione fedele dei fatti. "Basti pensare alla crudezza del film Gomorra dove, però, Garrone ha saputo trarre una produzione di pregio senza spettacolarizzazione".

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