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San Gennaro

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"San Gennaro non si tocca". Sepe e Facebook uniti per il santo

Il cardinale: "A San Gennaro non si comanda, non è un evento che dipende dalle mani degli uomini, ma da Dio che ci comanda di celebrarlo". E intanto parte una raccolta firme che sarà inviata a Berlusconi

No alla nuova manovra finanziaria, quella che vede sparire le feste patronali. San Gennaro compreso. Ma Napoli, come prevedibile, non ci sta.

Il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo della città, non ha dubbi: "A San Gennaro non si comanda, non è un evento che dipende dalle mani degli uomini, ma da Dio che ci comanda di celebrarlo. "Il Senato (dove inizia l'iter del provvedimento da domani in Aula, ndr) faccia ciò che vuole, noi facciamo ciò che vogliamo. Chi ha orecchie per intendere, intenda".

C'è chi intanto si dà da fare su Facebook e chi attua una raccolta di firme: questa l'iniziativa promossa dal gruppo editoriale Lunaset. L'obiettivo è coinvolgere tutta la cittadinanza a sottoscrivere quella che è una vera e propria petizione. I primi a essere chiamati sono proprio i napoletani, rappresentanti istituzionali, figure appartenenti ai vari mondi dalla politica alla cultura, dallo spettacolo allo sport.


La petizione è indirizzata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e viene sottoscritta anche via internet oltre che per le strade di Napoli (un camion Lunaset girerà per la città a raccogliere consensi). Le firme verranno raccolte da oggi fino a domenica 11. Entro il 18 settembre, cioé il giorno prima la ricorrenza di San Gennaro, la petizione verrà inviata al premier. (Ansa)

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