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Festa dei Gigli a Crispano

Festa dei Gigli a Crispano

Festa dei Gigli, il figlio del boss minaccia la “paranza” rivale: scappano in 500

Parapiglia a Crispano durante la festa locale. Le parole di Gioacchino Cennamo, urlate al microfono, avrebbero intimorito la “Gioventù Bruscianese”. Indaga l'antimafia

Feste e camorra, una triste consuetudine. Su di un episodio avvenuto a Crispano, durante la Festa dei Gigli locale, sta indagando l'antimafia: secondo gli inquirenti il figlio del boss locale avrebbe allontanato una "paranza" rivale perché particolarmente abile a "cullare un giglio", le macchine di cartapesta mosse da centinaia di persone.

A raccontare l'episodio è il Mattino. Gioacchino Cennamo, figlio del più noto Antonio ("Tanuccio 'o malommo"), avrebbe preso il microfono e urlato al capo paranza rivale: "Fai sempre questo, hai rotto le scatole, è meglio che te ne vada". I rivali, la "Gioventù Bruscianese", avrebbero immediatamente abbandonato l'obelisco in strada per fuggire via. In cinquecento. Un parapiglia nel bel mezzo della festa popolare.

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