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Regi Lagni, stop alla bonifica: i sindaci chiedono un intervento urgente

Interrotti i lavori già avviati. L'assessore provinciale all'Ambiente Giuseppe Caliendo sollecita un incontro per la prossima settimana

Era partita lo scorso maggio la bonifica del tratto dei Regi Lagni. Un'azione attesa da oltre due anni nelle zone che attraversano le province di Napoli per eliminare definitivamente fango, materiale plastico, siringhe, piccoli e grandi elettrodomestici. Insomma, per cancellare definitivamente quelle discariche a cielo aperto. E si studiavano interventi di ogni genere, come quello per la foce dei Regi Lagni, acqua visibilmente marrone e inquinata. Un disastro ecologico che si era deciso di contenere con un sistema di griglie per bloccare pure i rifiuti che solitamente arrivavano in mare.

Poi la doccia fredda datata 2 luglio: un provvedimento col quale la Giunta regionale ha bloccato le attività di bonifica. Inoltre, la sospensione di circa quattrocento lavoratori e il congedo di circa 700 operatori forestali della Sma, cui erano stati assegnati incarichi per la prevenzione degli incendi della zona. Un pessimo segnale all'inizio proprio della stagione antincendio.
Da lì, l'appello del consigliere regionale del Pd Corrado Gabriele che chiedeva alla Giunta Caldoro di rivedere il provvedimento.

Sta di fatto che la situazione rimane al momento ancora ferma. Sono stati infatti chiusi i cantieri dei lavori già avviati e rinviate le aperture di alcuni comuni del vesuviano. Tra questi, Somma Vesuviana e Sant'Anastasia tanto che i rispettivi sindaci hanno inviato un documento al governatore Caldoro e all'assessore dell'ambiente Romano per sollecitare un incisivo intervento che renda possibile l'attuazione del piano senza indugio. Intanto si segnala l'iniziativa dell'assessore provinciale all'Ambiente Giuseppe Caliendo che ha sollecitato un incontro da tenersi la prossima settimana proprio con l'assessore Romano e il Commissario del consorzio di bacino del Volturno Alfonso De Nardo, soggetto attuatore del progetto.


Il Piano, ricordiamo, coinvolge ben 19 Comuni e dovrebbe vedere - se mai riprenderà vita - un nuovo corridoio ecologico dei Regi Lagni, la ricognizione e il collettamento degli scarichi pubblici, la rimozione dei rifiuti, il censimento delle masserie e il recupero di alcuni complessi architettonici come il Casino Spinelli di Acerra.

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