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Ancora emergenza crolli, a rischio la Specola di Miseno

Dopo i 7 crolli di Pompei avvenuti in un 2010 nero, a rischio ora il Faro di Miseno: la denuncia arriva dall'architetto Scamardella sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno. E le polemiche non si placano

Pare non volersi arrestare l’emergenza degrado e crolli di alcuni monumenti napoletani. Trascurati, irresponsabilmente “dimenticati”, lasciati senza manutenzione perché “le risorse scarseggiano e i fondi non arrivano”.

Nel 2010 il sito archeologico di Pompei, il più visitato in Italia e uno dei più importanti del mondo con i suoi oltre 2000 anni di storia, è stato colpito da ben 7 crolli in edifici di un’importanza storica ineguagliabile: ne sono state colpite ad esempio la Casa dei Casti Amanti, La Schola Armaturarum Juventis Pompeiani (più conosciuta come “Domus dei Gladiatori”). Crollo anche di affreschi nell’Officina Infectoria ( “tintoria con fornace”) e del muro perimetrale della Casa del Moralista.

La dichiarazione delle istituzioni in proposito è stata che la maggior parte di queste situazioni dipendono dalle intemperie e dalle infiltrazioni di acqua dovute alla pioggia torrenziale e che gli allarmismi non sono né utili né necessari, ma appare chiaro che essendo Pompei un museo a cielo aperto necessita di una tutela speciale e continua e che non si può abbassare la guardia su questioni così importanti per la nostra regione, su tesori che devono essere il vanto di un popolo per l’eredità lasciata e per il considerevole richiamo turistico di cui sono oggetto.

Ma il rischio crollo (che significa perdita di importanti fette del nostro patrimonio artistico) pare non fermarsi al sito archeologico pompeiano come non sembrano stopparsi le polemiche sugli interventi messi in campo per una seria azione di prevenzione e manutenzione ordinaria. Molti sarebbero i monumenti a rischio nella zona Flegrea e già la frana di un’antica cisterna romana a Bacoli di qualche anno fa doveva mettere tutti sull’attenti.

L’ultimo, in ordine cronologico, significativo allarme lo dà Il Corriere del Mezzogiorno riportando in un articolo la dichiarazione dell'architetto paesaggista Federico Scamardella che denuncia le pessime condizioni della specola di epoca romana a Bacoli. Questa volta sarebbero quindi a rischio i resti dell’antico Faro di Miseno, di grandissima rilevanza storica perché lo scambio di informazioni si basava su di un sistema molto innovativo per l’epoca, che secondo l’architetto necessita di un tempestivo intervento di messa in sicurezza. Scamardella dice infatti al Corriere “ Le attuali condizioni della specola misenate, i resti dell’antico faro romano, sono davvero preoccupanti; il costone tufaceo non è mai stato messo in sicurezza e la struttura potrebbe franare da un momento all’alto; per giunta sulla breve spiaggetta sottostante che d’estate si riempie di bagnanti».

Una situazione di degrado e noncuranza che non permette all’immenso e inestimabile patrimonio archeologico e artistico campano di uscire da uno stato di pericolo ed “emergenza”e ci si continua ad interrogare su chi debba assumersi finalmente la responsabilità di tutelare questa immensa ricchezza che tutto il mondo ammira e ci invidia.

 

Foto: A. Cangiano - Corriere del Mezzogiorno

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