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Fabiola Di Capua

Fabiola Di Capua

Uccisa da un lampione killer: il processo riparte da zero

Fabiola Di Capua viaggiava in scooter lungo via Caracciolo quando fu stroncata dalla caduta di un palo della luce nel dicembre del 2006. L'alternanza di giudici e collegi non permette ancora al processo di decollare

Il 22 dicembre del 2006 moriva tragicamente Fabiola Di Capua, giovane donna originaria della penisola sorrentina, stroncata dal crollo di un lampione mentre percorreva via Caracciolo con uno scooter. Il palo killer (illuminazione pubblica) era stato corroso dalla ruggine accumulatasi per la scarsa manutenzione.

A finire sotto indagine all’epoca, due tecnici e un dirigente comunale, ma adesso il processo viene azzerato e tutto dovrà ricominciare da capo. La motivazione di questo nuovo intoppo è da ritrovarsi nel cambio di collegio della undicesima sezione penale che rende inevitabile l’aggiornamento degli atti. In sostanza si ritorna alla prima udienza, per l’ennesima volta si riparte dal “Via”.

Come si può leggere sul quotidiano il Mattino, il primo a prendere in carico l’indagine è il Pubblico Ministero Salzano che lascia il ruolo solo qualche mese dopo. Sarà il PM Buda a portare avanti i controlli e gli accertamenti tecnici. Si arriva così circa 18 mesi dopo la morte di Fabiola di Capua, al deposito delle prime conclusioni delle indagini per le quali è chiesto il rinvio a giudizio per un dirigente e per due tecnici comunali. L’ipotesi è che la sistematica mancanza di manutenzione unita al vento fortissimo di quel nefasto giorno ha creato le condizioni per l’immensa tragedia.

Ma il processo non decollerà mai a causa di un balletto di collegi e passaggi di ruolo. Dalla primavera del 2009 ad oggi si alternano 3 giudici, Viparelli (che poi va in pensione), Barbuto (che segue il collega di lì a poco) e poi Policastro che nell’ottobre del 2011, quindi in questi giorni, è stato nominato sostituto procuratore generale della Cassazione. Così si ricomincia: bisogna nominare un nuovo collegio che ripartirà da zero nell’acquisire informazioni nella prossima udienza prevista per il 24 di questo mese.

E ai familiari di una donna, morta in modo assurdo mentre si recava a comprare i regali di Natale, non resta che aspettare ancora di sapere la verità e di avere quella giustizia che non lenisce il dolore, ma addolcisce la rabbia per una tragedia rimasta già troppo a lungo impunita.

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