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L'ex Resit

L'ex Resit

"Nall'ex Resit di Giugliano anche rifiuti speciali dagli ospedali”

È stato l'epidemiologo del Pascale Antonio Marfella a spiegarlo: "Non sono tantissime le ditte che lo hanno fatto, questo è oggetto di indagine della magistratura"

Mancano impianti dedicati ai rifiuti speciali, e quindi gli ospedali sostengono costi altissimi per smaltire i propri. Antonio Marfella, epidemiologo del Pascale, spiega: “Se io non smaltisco in maniera perfettamente tracciabile all'interno della Regione materiali in quantità modeste, ma certamente pericolosi, è chiaro che, come purtroppo è accaduto, talora si siano sovrapposti ai rifiuti urbani i rifiuti ospedalieri”.

Marfella, intervenendo nel corso della presentazione del calendario 2014 del Pascale, ha precisato che ciò “certamente non è accaduto per quanto riguarda l'istituto Pascale”. Ma estendendo il discorso, a chi gli ha chiesto se dei rifiuti ospedalieri fossero finiti nell'ex discarica Resit di Giugliano ha detto: “All'interno dell'elenco delle ditte che hanno sversato nella Resit troverete aziende che hanno sversato rifiuti ospedalieri. Queste ditte in Campania non sono tantissime, e questo è oggetto di indagine della magistratura”.

Sul punto è intervenuto anche Antonio Pedicini, direttore generale del Pascale. “Nessun rifiuto, nemmeno una siringa, proveniente dal Pascale è stato smaltito in modo illegale”. “Il Pascale è paladino della salute dei cittadini e non abbiamo mai avuto notizia – ha proseguito Pedicini – che i rifiuti speciali del Pascale siano stato smaltiti in impianti non a norma, altrimenti lo avremmo segnalato all'autorità giudiziaria”.

“Diverso è il caso di accesso illegale al sistema. Ci sono state aziende o ditte che affidavano direttamente alla malavita organizzata lo smaltimento nelle nostre aree dei loro prodotti – ha infine aggiunto il direttore generale – Su questo tema noi ci siamo interrogati, esaminando le procedure e se oggi rispondo in questo modo è perché i miei uffici mi hanno garantito di poterlo fare, se tutti facessero così saremmo tutti più sicuri”. “I nostri rifiuti pericolosi – ha concluso poi Ezio Olivieri, direttore sanitario di presidio del Pascale – come prevede la normativa, vengono registrati, pesati da una ditta con cui abbiamo la convenzione e che poi ci fornisce la bolla di incenerimento. Questo avviene da quando sono qui nel 1991”.

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