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Ewa Litwin a Pomeriggio Cinque

Ewa Litwin a Pomeriggio Cinque

Ewa, perseguitata dall'ex: "Diceva di volermi uccidere, come Enza Avino"

La donna ha raccontato la sua storia a Pomeriggio Cinque, la trasmissione condotta da Barbara D'Urso. Un episodio di violenze e minacce di morte che avuto la sua svolta a tre giorni dal Femminicidio, proprio a Terzigno, di Enza Avino

Ewa Litwin, la donna che 48 ore dopo la morte di Enza Avino, è stata inseguita e minacciata dal suo ex compagno con un cacciavite sempre a Terzigno, ha oggi raccontato il suo caso a Pomeriggio Cinque di Barbara D'Urso. “Lo conobbi 14 anni fa - spiega Ewa a proposito di suo marito, un 45enne ora ai domiciliari – poi la relazione è durata 10 anni”. Lui era sposato al tempo, lei non lo sapeva: una volta scoperto lo lasciò e tornò in Polonia.

“Ma venne e mi convinse a tornare da lui, dicendomi che aveva lasciato sua moglie. Ci trasferimmo di nuovo in Italia, a San Giuseppe Vesuviano, poi a Pompei, poi di nuovo in Polonia. Lì mi tradiva continuamente, quindi tornai in Italia ed è qui che l'ho definitivamente lasciato, una scelta che lui non ha mai accettato”.

L'uomo a qual punto iniziò a perseguitare la sua ex compagna, arrivando persino a farsi denunciare nel 2012. “Avrei dovuto denunciarlo più volte – ha spiegato la donna di origini polacche – ma non servì a molto. Anzi quella stessa denuncia la ritirai prima che partisse concretamente. Lui mi promise che avrebbe smesso”.

Non sarebbe andata così. L'ultima recrudescenza dell'opera persecutoria dell'uomo si è anzi consumata proprio in queste settimane, proprio mentre nella stessa Terzigno la 36enne Enza Avino veniva barbaramente uccisa dal suo ex compagno. “Mi chiamava, mi minacciava, 100, 150 telefonate al giorno – continua Ewa intervistata da Barbara D'Urso – Diceva che sarebbe venuto a casa e mi avrebbe ucciso, così come era stata uccisa Enza”. La donna ha paura, si rivolge una seconda volta ai carabinieri.

Proprio la sera della denuncia, tre giorni dopo il delitto di Enza Avino, Ewa torna a casa in compagnia di un'amica. “L'ho visto che mi aspettava, ho subito chiamato i carabinieri – racconta – ma mentre pensavamo a cosa fare ci ha tamponato per fermarci. La mia amica ha mantenuto il sangue freddo e ha cominciato a scappare in retromarcia”.

La rocambolesca fuga è inutile: l'uomo le raggiunge. “Provava ad entrare colpendo dal mio lato con un cacciavite – va avanti Ewa – Siamo ripartite e lui ci stava raggiungendo di nuovo, ma proprio a quel punto sono arrivati i carabinieri”. “Ho avuto paura – conclude la donna – e ora comunque non cambia niente, non sono tranquilla, non va meglio. Lui non è neanche più in carcere”.

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