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Detenuto scatena il panico a Poggioreale incendiando un materasso: piano evacuato

A denunciare quanto accaduto nel reparto Milano è stato Leo Beneduci, Segretario Generale del sindacato Osapp

Ha dato fuoco ad un materasso. Un detenuto, di cittadinanza marocchina, ha scatenato il panico nel carcere di Poggioreale: l'incendio ha costretto la polizia penitenziaria a evacuare 70 persone dal terzo piano del reparto Milano. Nella circostanza, alcuni agenti sono stati costretti a ricorrere alle cure mediche perché intossicati dai fumi.

A denunciare quanto accaduto è stato Leo Beneduci, Segretario Generale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria). "L'episodio è avvenuto al terzo piano del reparto Milano, dove sono allocati detenuti allontanati da altri settori ai sensi dell'Articolo 32 dell'ordinamento penitenziario e spesso si tratta di detenuti che manifestano disturbi di natura psichiatrica - spiega Beneduci - In questi ultimi giorni, peraltro, proprio dal reparto Milano sono pervenuti segnali di forte insofferenza da parte dei reclusi tant'è che appena il giorno precedente un altro ristretto aveva divelto il termosifone della cella iniziando a sbatterlo sulle inferriate".

È "preoccupante ", per Beneduci, "il fatto che a seguito dell'incendio del materasso sarebbero state disponibili per tre piani solo due maschere antigas di cui il personale presente purtroppo non conosceva l'utilizzo". "Al di là dei motivi delle irrequietezze e delle 'proteste dei detenuti' - prosegue il numero 1 dell'Osapp - che sarebbero da ultimo causate da un cambio di orario nei colloqui coi familiari, la situazione del carcere di Napoli - Poggioreale sta diventando incandescente ed è l'ottimo personale di Polizia Penitenziaria in servizio nella struttura a pagarne le più dirette conseguenze".

"Peraltro preoccupa il fatto che istituti penitenziari quali quello di Napoli Poggioreale, di regola non investiti da particolari eventi critici riguardo l'ordine e la sicurezza interni malgrado l'altissimo sovraffollamento, inizino a manifestare anch'essi quei segnali tipici della disgregazione e della disorganizzazione propri del sistema penitenziario italiano - conclude il sindacalista - in concomitanza da un lato, con la crescente presenza di detenuti affetti da disturbi di natura psichica (che in carcere non avrebbero dovuto esserci vista la legge di chiusura degli OPG) e d'altro canto in ragione di una progressiva carenza negli organici del personale di Polizia Penitenziaria che per errori del passato governo e dell'ancora attuale amministrazione investe ogni settore e servizio nelle carceri del paese".

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