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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Cronaca

Estradizione Cozzolino, la Corte d'Appello: "Richiesta legittima, nessuna persecuzione personale"

Cozzolino farà ricorso in Cassazione e fino alla decisione di questa la sua situazione resterà congelata

Non ci sono ragioni extragiudiziarie per cui è scattato il mandato d'arresto europeo nei riguardi dell'europarlamentare partenopeo Andrea Cozzolino. È quanto stabilito dalla Corte di Appello di Napoli che ieri ha accolto la richiesta di estradizione.

"Non vi è alcun elemento per ritenere che la ricostruzione dei fatti contenuta nel mandato di arresto europeo (Mae) e la relativa contestazione dei fatti - fanno sapere i giudici - siano del tutto scollegate dalla realtà, oppure rispondano a ragioni persecutorie o comunque estranee alla ragione giurisdizionale che deve fondare la procedura del Mae". 

Andrea Cozzolino è indagato dalle autorità belghe per corruzione pubblica e riciclaggio.

Secondo i giudici partenopei "non si evince ragione per ritenere che le indagini siano state svolte dai servizi segreti invece che dall'autorità giudiziaria attraverso la polizia giudiziaria", che è poi la contestazione sollevata dai legali dell'eurodeputato. In sostanza, secondo la Corte, la questione di legittimità costituzionale "è manifestamente infondata".

I giudici italiani subordinano la consegna di Cozzolino alle autorità belghe "alla condizione che la persona, dopo essere stata sottoposta a processo, sia rinviata in Italia per scontare la pena eventualmente applicata nei suoi confronti dallo Stato richiedente".

Cozzolino farà ricorso in Cassazione e fino alla decisione di questa la sua situazione resterà congelata.

L'accusa

Secondo i magistrati belgi Cozzolino, dal primo gennaio 2018 al 15 luglio 2022, in qualità di componente del parlamento europeo, presidente dal 2019 della Delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb e co-presidente della Commissione parlamentare congiunta euro-marocchina, nonché nella veste di componente della commissione speciale Pegasus, in concorso e in associazione con Panzeri, Giorgi, Kaili, Tarabella e Arena, avrebbe "indebitamente ricevuto, per conto del governo del Marocco, verosimilmente da tale Atomun, danaro per esercitare le sue funzioni parlamentari europee in modo da favorire gli interessi del Marocco all'interno del Parlamento europeo".
Ad indicare l'indagato "come uno dei deputati corrotti" sono stati Panzeri e Giorgi. Cozzolino "avrebbe agito sia per conto del Qatar, sia per conto del Marocco".

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