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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca Porto

Operazione piccola Svizzera, 23 arresti nel clan Montescuro

Il clan soprattutto agiva nella zona del Porto di Napoli

Su delega della Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, la Polizia di Stato ha in corso di esecuzione un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale nei confronti di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei delitti di associazione per delinquere di stampo mafioso, con l’aggravante di essere l’associazione armata, nonché finalizzata ad acquisire e mantenere il controllo di attività economiche, mediante risorse finanziarie di provenienza delittuosa, estorsione, ricettazione e usura, con l’aggravante del 416 bis 1 c.p.

La indagini coordinate dalla D.D.A. di Napoli e condotte dalla locale Squadra Mobile hanno consentito di documentare tra il 2016 e il 2017 l’esistenza e l’operatività del sodalizio criminale Montescuro, attivo nel quartiere di Sant’Erasmo, con particolare influenza nella zona del porto cittadino, e di riscontrare numerosi episodi estorsivi. Decisive le intercettazioni, telefoniche ed ambientali, oltre ai riscontri di collaboratori di giustizia, provenienti da diverse organizzazioni criminali operanti sul territorio.

Clan Montescuro

Gli elementi acquisiti, si legge nel provvedimento cautelare, hanno consentito di ricostruire l’esistenza e l’operatività del clan facente capo a Carmine Montescuro, soprannominato o’ munuzz’, che oltre a svolgere, da almeno vent’anni, il ruolo di mediatore nelle controversie insorte tra le diverse organizzazioni di camorra, dirige anche un proprio gruppo autonomo che agisce seguendo gli schemi comuni delle organizzazioni mafiose, imponendosi sul territorio e controllandone tutte le attività illecite.Nell’ordinanza cautelare sono ricostruite numerose condotte riconducibili al clan Montescuro e destinate ad assicurare all’organizzazione proventi illeciti, in particolare estorsioni a commercianti e imprenditori che operano nell’area del Porto.

TUTTI I NOMI DEGLI ARRESTATI

Piccola Svizzera

Dagli elementi riportati nel provvedimento cautelare risulta che sono state commesse estorsioni anche nei confronti degli imprenditori impegnati nei lavori di rifacimento e manutenzione della sede stradale che parte da via Marina e interessa anche l’area portuale fino alla zona orientale. I proventi delle estorsioni ai cantieri commesse dal clan  sono stati suddivisi tra le varie organizzazioni criminali, destinatarie di una quota determinata in base all’influenza sul territorio. In tal modo Carmine Montescuro sarebbe riuscito a mantenere gli equilibri tra le varie associazioni, evitando il sorgere di conflitti, e garantendo, al contempo, il regolare svolgimento delle attività estorsive e la partecipazione di tutti ai profitti illeciti, tanto che alcuni collaboratori di giustizia, in virtù della posizione neutrale assunta, hanno indicato S. Erasmo come una “piccola Svizzera”. L’ordinanza cautelare è stata emessa, infatti, oltre che per il reato associativo, anche per 12 episodi estorsivi consumati e 3 tentativi di estorsione, tutti commessi nei confronti delle società appaltatrici dei lavori di rifacimento dell’arteria stradale, oltre che di una cooperativa di ex detenuti e di un notaio. La partecipazione alle attività estorsiva in maniera diretta o indiretta dei capi di numerose delle organizzazioni operanti sul territorio, anche in contrasto tra loro, ha fatto sì che tra i destinatari del provvedimento cautelare vi siano i maggiori esponenti della criminalità organizzata napoletana. 

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