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La copertina del giornale

La copertina del giornale

L'Espresso, ancora una copertina che fa discutere: "Sparanapoli"

Non è la prima volta che la storica testata di via Colombo viene accusata di "sputtanapoli". Questa volta, pare la "paranza dei bambini" venga rappresentata più con toni da trailer gomorriano che da reportage vero

L'Espresso titola “Sparanapoli”, e puntualmente è polemica. Il settimanale dedica la copertina di questo numero alla nuova faida di camorra, a monte di una nuova ondata di omicidi, dando particolare risalto al ruolo delle baby gang.

La paranza di bambini che si sta facendo la guerra dopo il tramonto dei clan storici, però – secondo i molti che stanno criticando l'articolo – è rappresentata in tono filmico, da epica gomorriana, e le pagine dell'Espresso ad essa dedicate si allontanano dal concetto di reportage giornalistico vero.

Già la copertina rende pienamente il senso di quello che, in città, è un modo di fare giornalismo sempre più malvisto. Ritrae tre sedicenti membri di una banda, poser tra Instagram e locandina della serie tv targata Cattleya. In bianco e nero, neanche a dirlo.

Non è la prima volta che la storica testata di via Cristoforo Colombo punta al cosiddetto “sputtanapoli”. Il reportage Bevi Napoli e poi muori (titoli evidentemente sempre dello stesso stampo) si era già distinto, soltanto poco tempo fa, per un allarmismo dimostratosi poi ingiustificato.

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