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Erri De Luca a Mugnano @V.Graniero/NapoliToday

Erri De Luca a Mugnano @V.Graniero/NapoliToday

Erri De Luca a Mugnano: "Lotta all'inceneritore è legittima difesa"

Lo scrittore: "Imposizione con la prepotenza di un'opera che non tiene conto di suolo, aria, acqua, della salute e della vita stessa della popolazione". E ancora: "È resistenza, non terrorismo"

Arriva con oltre un'ora di anticipo, Erri de Luca era atteso ieri a Mugnano per le 17.30, ma alle 16.20 è già presente alla Villetta Comunale 'Miriam Makeba'.

Si ferma a parlare con la cittadinanza attiva promotrice dell'incontro (Il Comitato Civico Cambiamo Mugnano, la Rete Commons, l'Associazione Culturale Moviarte e il Fondo Rustico confiscato 'Amato Lamberti'), con la sua nota cortesia e pacatezza, ascolta le ragioni di una popolazione allo stremo. Appoggia una protesta che monta a nord di Napoli contro l'imminente costruzione di un nuovo inceneritore sul territorio e precisamente a Giugliano, che servirà a bruciare i milioni di tonnellate di ecoballe stoccate in Campania. La sostiene come sostiene la mobilitazione NO TAV in Val di Susa.

"Anche qui la popolazione corre un rischio capitale - dice lo scrittore ai giornalisti -, l' imposizione con la prepotenza di un'opera che non tiene conto  di suolo, aria, acqua, della salute di un territorio e quindi della vita stessa della popolazione. Qui come in Val di Susa la faccenda è tutta nel diritto alla legittimo difesa".
E quando gli viene chiesto se quindi la mobilitazione a nord di Napoli si può considerare resistenza e non terrorismo, risponde secco: "Ma che terrorismo, buffonate! Buffonate che servono, però, ai pubblici poteri che le pronunciano per indurire la presenza militare, la repressione, per giustificare arresti e sequestri. Sono balle che hanno però una ricaduta grave nella vita delle persone".

"Le autorità politiche - continua De Luca - stanno facendo un atto di sopruso, di prepotenza, da signore feudale nei confronti dei sudditi, li hanno cancellati da cittadini e li trattano come sudditi: come uno stato straniero che viene qui, come una truppa di occupazione che viene qui ad imporre la sua volontà".

E poi conferma di aver partecipato a manifestazioni di massa anche non autorizzate in Val di Susa, perché, dice, "era un atto di resistenza dovuto". E dichiara: "Non sono uno che si rimangia niente, da scrittore devo conoscere il significato delle parole e da cittadino sono uno che ha appoggiato le ragioni della lotta in Val di Susa". Poi fa un passaggio anche sull'amministrazione de Magistris, sempre rispondendo alle domande dei giornalisti: "Non ho sufficienti elementi per giudicarne l'operato, ne so poco perché non abito in città - dichiara - so però che all'epoca, i napoletani, quando hanno eletto questo sindaco e questa giunta si sono sbarazzati della classe politica precedente, aprendo una pagina bianca di fiducia che andava riempita, che va riempita, ma non so a che punto sta questa pagina bianca".

A questo punto è ora di iniziare l'incontro con la cittadinanza, che intanto è accorsa numerosa. I comitati prendono per primi la parola, c'è molta commozione perché le battaglie ormai sono diventate troppe. "Sono i nostri cari quelli che ogni giorno perdiamo, non numeri né statistiche. Noi resisteremo e lotteremo contro questo nuovo scempio che ci vogliono imporre".

Erri De Luca nel suo intervento, dice innanzitutto di essere venuto a Mugnano per ascoltare, per 'imparare', perché è necessario confrontarsi guardandosi negli occhi' e poi aggiunge "l'estremismo come forma di lotta esiste: estremismo è la maggioranza, estremismo è l'unanimità della popolazione, la popolazione unita, questo garantisce la consistenza e le affermazioni dei propri diritti". L'estremismo non è nelle forme di lotta, ma nell'unanimità della popolazione che decide cosa fare: non esistono cose che non si possono fare o persone con cui non si può parlare, si intralcia la macchina dell'opera maledetta in tutti i modi possibili ma partendo da una forza di base che è la forza di una popolazione unita".

"Il nostro Paese ha perduto la sua cittadinanza, non siamo più in uno Stato, ma siamo in un consiglio di amministrazione: il governo si è trasformato in un governo dell'economia. Abbiamo un consiglio dei Ministri che è semplicemente un consiglio di amministrazione, abbiamo un Parlamento che è una specie di assemblea azionaria dei soci chiamata a ratificare le scelte che il consiglio fa. Non ci sono obiezioni, non esiste l'ostacolo, sono tutti membri di una società per azioni e quando uno stato si riduce a questo il cittadino è cancellato, al suo posto c'è un cliente: non si è più titolari di diritti ma clienti d servizi. La giustizia, la sanità, la scuola non sono più diritti sanciti dalla Costituzione ma servizi erogati in cambio di compenso, quindi solo per chi se lo può permettere. SI è valutati in base al proprio potere di acquisto: questo è il degrado prodotto dall'economicismo nel nostro Paese".

E poi torna sulle battaglie territoriali: "Le lotte dal basso alla lunga impediranno la realizzazione dell'opera maledetta, perché la popolazione in Val di Susa si è battuta per la propria integrità fisica, contro l'esproprio di sovranità sul proprio territorio e sul proprio destino. In fatto che sia una vallata aiuta, perché dà un maggiore senso di appartenenza, qui siete più sparpagliati, ma anche voi dovete trasformarvi in 'vallata', perché la costruzione di quell'inceneritore è uno stupro al vostro territorio, dovete difenderla perché questa terra è vostra".

Una serata che si conclude con molti applausi, ma anche con una consapevolezza in più sulle ragioni che spingono a difendere un territorio che è stato martoriato nel più generale e ingiustificabile silenzio. Intanto la prossima mobilitazione è vicina: assemblea pubblica a Giugliano, in Piazza Matteotti, l'11 settembre alle ore 18.


 

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