rotate-mobile
Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

In un museo, a Roma, la "testa" del giovane ucciso in un agguato

Sequestrata in vico Santi Filippo e Giacomo, dove il giovane abitava, sarà esposta nel Museo Criminologico, con altri reperti legati al mondo della criminalità italiana

Era il 28 aprile 2021 quando i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, eseguirono 21 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti vicini al clan dei Sibillo, attivo nel centro storico partenopeo. Quello stesso giorno la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli emise un decreto di sequestro e contestuale rimozione dell'edicola votiva dedicata al giovane Emanuele Sibillo, ucciso in un agguato nel luglio del 2015 e ritenuto elemento di spicco del clan che porta il suo cognome.

L'edicola votiva

L'altarino era stato costruito nella corte condominiale di un palazzo antico, nel vico Santissimi Filippo e Giacomo, in cui il giovane Emanuele Sibillo abitava e, come spiegano i carabinieri, era divenuto una sorta di meta di “pellegrinaggio” per affiliati al clan ma anche per giovanissimi estranei alle logiche criminali, affascinati dall’immagine del giovane.

Tra i reperti sequestrati nell’edicola votiva anche una testa che riproduce le fattezze del giovane.

La consegna

Questa mattina, presso gli uffici della Procura della Repubblica di Napoli, il Procuratore Capo Dott. Giovanni Melillo, insieme con il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Napoli Gen. Enrico Scandone, ha consegnatola testa di Emanuele Sibillo al Consigliere Riccardo Turrini Vita, direttore generale della Formazione del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

La statua sarà esposta in una delle sale del Museo Criminologico di Roma, insieme con tanti altri reperti legati al mondo della criminalità italiana: “Un percorso – si legge sul sito del polo museale – che offre spunti di riflessione per chi voglia approfondire temi che riguardano ambiti meno noti della nostra storia”.

Un modo per “fornire alle nuove generazioni gli strumenti interpretativi di una realtà in gran parte sconosciuta”.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

In un museo, a Roma, la "testa" del giovane ucciso in un agguato

NapoliToday è in caricamento