Cronaca

“La camorra è un inferno”: parla D'Apice dopo la polemica

Il presidente del consiglio comunale di Castellammare ha parlato dopo la dedica in aula al padre condannato per concorso esterno in associazione mafiosa

“La camorra ha reso la mia infanzia un inferno, io rappresento il desiderio di riscossa dal cancro che ancora oggi martorizza la nostra terra”. Così il presidente del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia, Emanuele D’Apice, cerca di spegnere il fuoco delle polemiche alimentate dalla sua dichiarazione di insediamento, quando espresse parole di gratitudine nei confronti del padre per i valori trasmessi. Un discorso che fu accolto tra gli applausi dei presenti, ma che scatenò reazioni contrastanti nell’opinione pubblica. Il papà del neo presidente del Consiglio, morto un anno fa, era un ex politico con precedenti.

Per questo l’opposizione ha giudicato poco opportuno il riferimento, anche se Emanuele D’Apice ha spiegato che il genitore aveva scontato la sua pena e poi educato i figli in modo da tenerli lontani dalla camorra. Reazioni che lo hanno spinto a tornare sull’argomento con delle precisazioni: “da quando ho pronunciato il mio discorso in aula sto vivendo attacchi che hanno reso la mia esistenza un tormento, insieme a quella delle mie sorelle professioniste impegnate nel sociale. Guardo a mio figlio... Un bambino non dovrebbe mai provare quelle sensazioni, e farò ogni cosa in mio potere e lotterò fino a che avrò fiato in corpo affinché nessun bambino della mia terra martoriata dalla camorra, possa provare sulla propria pelle quello che ho provato io”.

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