Cronaca

Femminicidio: a Napoli progetto per “Educare alla Parità”

L'iniziativa "Educare alla Parità", volta a contrastare femminicidio e violenza sulle donne, coinvolge scuola, enti, psicologi. Allarmanti i dati a Napoli: nel 2013 già quattro donne uccise

Scuola, enti locali, ministero dell'Istruzione, psicologi insieme per mettere in campo azioni volte a contrastare e prevenire i fenomeni di femminicidio e violenza sulle donne: è il progetto “Educare alla parità. Il programma - come spiegato dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale della Campania Diego Bouché - "mira a diffondere tra le nuove generazioni la consapevolezza dell'identità di genere attraverso la realizzazione di attività di sensibilizzazione rivolte a studenti''.

Secondo i dati riferiti, in Europa la violenza rappresenta la prima causa di morte delle donne nella fascia di età compresa tra i 16 e i 50 anni e in Italia circa una donna su tre, tra i 16 e i 70 anni, è stata vittima di violenza fisica o sessuale. E in provincia di Napoli, i numeri destano preoccupazione. Secondo quanto riferito dal questore di Napoli Luigi Merolla, nei primi mesi del 2013, sono stati consumati 18 omicidi di cui nove riconducibili alla camorra, nove di varia natura e tra questi quattro contro donne. “Eppure in Campania esiste una legge - ha sottolineato il consigliere regionale Pd Angela Cortese - sulla violenza che deve avere congrui finanziamenti in sede di bilancio per essere applicata ed essere reale strumento operativo”.

E nel contrasto alla violenza sulle donne anche il Comune si sta impegnando, come riferito dall'assessore alle Pari opportunità Giuseppina Tommasielli, che ha annunciato a breve l'apertura di uno Sportello all'interno del Palazzetto Urban. "La scuola e la famiglia - ha spiegato Tommasielli - devono essere i primo luoghi di contrasto dell'immagine lesiva della donna che è stata diffusa in questi ultimi 20 anni dai media e dalla tv spazzatura".

Donne vittima di violenza domestica che - come ha spiegato il presidente dell'Ordine degli psicologi di Napoli Raffaele Felaco - subiscono traumi maggiori rispetto a atti di violenza perpetrati da sconosciuti perché "la violenza domestica è più subdola dato che la persona che causa la sofferenza coincide con la persona che si ama". Da qui l'invito alle ragazze a "imparare che l'amore si trasmette con l'amore e mai con gesti violenti".

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