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Ecoballe

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Tangenti ai clan per le ecoballe: 40mila euro alle cosche di Acerra

Il racconto del collaboratore di giustizia Pasquale Di Fiore. Ventimila euro al mese per garantire il deposito di ecoballe di rifiuti, altri ventimila per dare il nulla osta alla raccolta dei rifiuti

Ventimila euro al mese. Ecco il denaro che un capoclan di Acerra riceveva per garantire il deposito di ecoballe di rifiuti. Ma non solo. Altri ventimila euro al mese erano previsti per dare il nulla osta alla raccolta dei rifiuti.

A parlare di tangenti ai clan per il deposito di ecoballe e per la raccolta dei rifiuti è stato il collaboratore di giustizia Pasquale Di Fiore, ex esponente delle cosche di Acerra, lo stesso che ha rivelato nei giorni scorsi il piano per attentare alla vita del pm Vincenzo D'Onofrio della Dda.

Si tratta di un riferimento generico, che i pm intendono approfondire: il verbale è proprio quello, datato 26 ottobre, in cui il pentito riferisce del progetto di agguato al magistrato.

"Ho fatto incontrare mio zio Michelangelo - dichiara Di Fiore - con Giuseppe Avventurato, che fa parte del gruppo Aloia (un clan dell'Acerrano). Dovevano fare un incontro con il clan Moccia di Afragola in relazione alla tangente di 20 mila euro che io ricevevo mensilmente dai fratelli Castaldo per il deposito di ecoballe e altri 20 mila al mese per la raccolta dei rifiuti".

 

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