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Droga per i “Marcianisielli”: arrestate sei persone

Il capo del gruppo è accusato anche di violenza sessuale su una ragazzina

Operazione dei carabinieri del Nucleo operativo di Castello di Cisterna ai danni di sei persone ritenute parte di un'associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Secondo la Direzione distrettuale antimafia, i sei operavano per favorire il clan dei “Marcianisielli”, attivo ad Acerra. A finire in manette sono stati Pasquale Di Buono, ritenuto il promotore del sodalizio criminale; Gennaro Montano, ritenuto un collaboratore stretto del capo e addetto alla gestione del traffico delle droghe pesanti, nonostante i suoi 20 anni; Pasquale Cozzolino, addetto al commercio al dettaglio delle sostanze stupefacenti; Giovanni Parità, che si occupava di procacciare i clienti dell'organizzazione; Rosario Soriano Esposito, a cui spettava lo stoccaggio dello stupefacente e infine Laurenc Lica, pusher 22enne. L'ordinanza di custodia cautelare per tutti i membri del gruppo è stata firmata dal Gip del tribunale di Napoli.

Le indagini 

Hashish, cocaina e marijuana erano le sostanze vendute dal gruppo. I fatti contestati vanno dal febbraio al maggio 2018, periodo durante il quale sono stati effettuati anche dei sequestri dalle forze dell'ordine. L'area sotto il controllo del gruppo era quella urbana della città di Acerra con particolare riferimento a corso Vittorio Emanuele, luogo dello spaccio. L'indagine è partita dopo un arresto effettuato la notte di capodanno 2018. Vennero arrestate in quell'occasione tre giovani che giravano in moto armati di un fucile con colpo in canna. Da quel momento gli investigatori sono riusciti a ricostruire gli affari del gruppo nel campo degli stupefacenti e a circoscrivere il loro operato nell'orbita del clan dei “Marcianisielli” operante ad Acerra. Le indagini hanno permesso di scoprire anche una violenza sessuale ai danni di una ragazzina di meno di 16 anni di cui è accusato solo Di Buono. Tutti gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Secondigliano mentre al solo Soriano Esposito è stato imposto il divieto di dimora nel comune di Acerra.

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