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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Secondigliano

Mamma di un detenuto fermata: stava portando droga al figlio

Non è riuscita a ingannare gli agenti della penitenziaria di Secondigliano. Il Sappe denuncia un problema diffuso di tossicodipendenza nelle carceri e chiede che i detenuti vengano preventivamente "curati"

Ancora un tentativo di fare entrare droga in carcere. La madre di un detenuto è stata fermata dalla polizia penitenziaria del carcere di Secondigliano. Ne hanno dato notizia Lello Munno e Donato Vaia, rispettivamente vicesegretario regionale e delegato del Sindacatoautonomo polizia penitenziaria (Sappe).

“La mamma di un detenuto del Reparto Mediterraneo, in cui sono ristretti i comuni e che già ha precedenti per spaccio, mentre si accingeva ad avere un colloquio con il figlio nascondeva nelle calze portava 100 gr di hashish”, raccontano i sindacalisti, che si complimentano col personale il quale "con professionalità ed astuzia, porta avanti ogni giorno una battaglia per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti all'interno del penitenziario, nonostante la critica carenza di organico".

Per Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria, "il problema dell'ingresso della droga in carcere è questione ormai sempre più frequente, a causa dei tanti tossicodipendenti ristretti nelle strutture italiane. Dai dati in nostro possesso sappiamo che quasi il 30% delle persone, italiane e straniere, detenute in Italia, ossia uno su tre, ha problemi di droga. Per chiarezza va ricordato che le persone tossicodipendenti o alcoldipendenti all'interno delle carceri sono presenti per aver commesso vari tipi di reati e non per la condizione di tossicodipendenza. La loro presenza comporta da sempre notevoli problemi".

Per Capece vanno trovate per loro "cure al di fuori del carcere" anche perché "esistano da tempo dispositivi di legge che permettono di poter realizzare tale intervento.Questa potrebbe essere la strada da seguire per togliere dal carcere i tossicodipendenti e limitare sempre di più l'ingresso di sostanze stupefacenti, unito ovviamente a tutte le attività di prevenzione, come l'utilizzo delle unità cinofile che sono anch’esse fondamentali nel contrasto dei tentativi illeciti e fraudolenti di ingresso e smercio di droghe in carcere". “Se da un lato - sostiene infine Capece - dobbiamo complimentarci con il personale di polizia penitenziaria del Centro penitenziario di Secondigliano che ha operato ancora una volta con professionalità e spirito di sacrificio, dall'altro non comprendiamo come non vengano assunti provvedimenti adeguati a ripristinare la sicurezza e la legalità, a cominciare da un incremento straordinario di organico e dalla dotazione di ogni strumento anche tecnologico utile a contrastare le costanti criticità denunciate continuamente dal Sappe".

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