Donna tenuta al guinzaglio, la penitenziaria: “Lacrime di coccodrillo”

Aldo Di Giacomo del Sindacato polizia penitenziaria attacca: “L'autore della violenza non sconterà nemmeno un giorno di carcere”

“L’ennesimo caso di violenza su una donna che continua a sconvolgere profondamente l’opinione pubblica, che ha visto una donna srilankese vittima del suo uomo che l’ha tenuta al guinzaglio per le strade di Napoli, è la classica goccia che fa traboccare il vaso della rabbia: siamo di fronte ancora una volta alla “incertezza” della pena, perché l’autore nonostante una condanna decisamente lieve (1 anno e 4 mesi) non sconterà in cella nemmeno un giorno”. È il commento del segretario generale del Spp (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo che attacca gli organi di governo.

“Siamo di fronte alle solite liturgie delle prese di posizione che versano “lacrime di coccodrillo”. Sempre in queste circostanze sentiamo ripetere che non si può abbassare la guardia, che il “femminicidio” ha toccato livelli di vera emergenza sociale, civile e di giustizia, ma poi proprio quando si tratta di dare un segnale di fermezza e pugno duro c’è sempre la scappatoia per chi si macchia di atroci delitti. La brutta verità – dice ancora Di Giacomo – che in questo Paese non c’è più alcuna distinzione tra vittima e carnefice e che la commiserazione per la vittima non è più sopportabile dopo promesse continue di inasprimento delle pene contraddette da pene sospese, arresti domiciliari, braccialetti elettronici ed ogni altro strumento che tiene lontano dalle celle persino i violentatori di bambine”.

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Un attacco durissimo da parte dell'agente che poi continua elogiando i napoletani: “In questa circostanza va invece sottolineato il comportamento di cittadini napoletani che hanno prontamente reagito di fronte a quanto è accaduto e che hanno dato prova di reazione da additare come esempio civile. Non vorremmo, però, come abbiamo più volte segnalato che, di fronte alla sfiducia per la giustizia, si affermasse sempre più tra la gente il principio della “giustizia fai da te” ha concluso Di Giacomo. 

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