Cronaca

Camorra, torna in carcere il vero bersaglio dei killer di Lino Romano

Era agli arresti domiciliari quando fu sorpreso in casa con uomini del clan Marino. Da qui la decisione di trasferire il 23enne - scampato a due agguati, in uno dei quali morì Lino Romano - in carcere

Lino Romano

Il pregiudicato Domenico Gargiulo, 23 anni, ritenuto personaggio di spicco del clan Marino, è stato trasferito stamattina nel carcere di Poggioreale. "Sicc 'e penniello'', questo il soprannome del 23enne, era agli arresti domiciliari. Il 17 giugno gli agenti del commissariato Scampia lo avevano sorpreso, durante un controllo notturno nella sua abitazione, insieme ad alte sei persone legate al clan. Il gip del Tribunale di Napoli ha quindi disposto il suo trasferimento in carcere.

Gargiulo era stato arrestato dalla polizia il 15 maggio scorso in un appartamento delle "Case Celesti", ritenuto un feudo del clan Marino, mentre confezionava dosi di hashish insieme a due due complici. Il pregiudicato era il bersaglio dei sicari del gruppo rivale degli Abinante-Abete, una delle componenti degli "scissionisti" che uccisero per errore, il 15 ottobre 2012, Lino Romano a Marianella. Nei giorni seguenti Gargiulo sarebbe sfuggito ad un secondo agguato, guadagnandosi così la fama di "protetto dal destino" negli ambienti camorristici.

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