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Cronaca Chiaiano

Discarica di Chiaiano realizzata con la mano della camorra: scattano 17 arresti

In manette in seguito a un'indagine sugli interessi economici e imprenditoriali della malavita nel business dei rifiuti. Un epilogo che dà ragione ai cittadini scesi in piazza per chiedere la chiusura dell'impianto

C'è la mano della camorra nella realizzazione della discarica di Chiaiano: scattano 17 arresti (8 in carcere e 9 ai domiciliari) a seguito di un'indagine relativa agli interessi economici e imprenditoriali della malavita organizzata nel business dei rifiuti ed in particolare nella gestione di Cava del Poligolo.

I carabinieri di Caserta e del NOE di Napoli hanno tratto in arresto anche l'imprenditore Giuseppe Carandente Tartaglia. Secondo quanto si apprende, l'uomo avrebbe avuto legami con vari clan camorristici (dai Polverino ai Mallardo fino alla fazione Zagaria del clan dei Casalesi).

La discarica di Cava del Poligono, lo ricordiamo, insiste in un quartiere a nord di Napoli (quello di Chiaiano) che risulta, insieme a Bagnoli, l'area con il più alto tasso di mortalità per tumore della città. Contro questa discarica, che ha creato disagi oltre ogni limite di sopportazione umana alla popolazione residente (tra miasmi e geyser di percolato), si sono levati circa 4 anni di proteste civiche, spesso duramente represse. Tra le motivazioni delle proteste cittadine, c'era anche il forte sospetto che loschi interessi muovessero gli apparati per la realizzazione della discarica e che, quindi, l'opera, non fosse stata correttamente realizzata, con la conseguenza di mettere in grave rischio la salute pubblica.

La discarica è stata poi chiusa, in anticipo rispetto a quanto previsto, proprio grazie alla costante mobilitazione cittadina, ma la popolazione residente resta ancora in attesa della tombatura e della riqualificazione dell'area.

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