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Giugliano

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Disastro ambientale, terreni avvelenati per almeno altri 50 anni

Le accuse al boss Francesco Bidognetti, uno dei protagonisti dell'avvelenamento di un'imponente falda acquifera. Accertata la vastità di inquinamento dell'area gestita dalla Setri, poi Resit Srl di Giugliano pari a circa 21,4 ettari

La Dia di Napoli, secondo quanto emerso durante le indagini, considera Francesco Bidognetti uno dei protagonisti dell'avvelenamento di un'imponente falda acquifera, un disastro che si è sviluppato in una spirale apparentemente inarrestabile, perseguita per un ventennio, con esposizione al pericolo per la salute dei minori, maggiormente esposti a subire interamente per tutto il proprio ciclo vitale un danno, in relazione alla potenziale assunzione di sostanze cancerogene.


IL DANNO - Accertata la vastità di inquinamento dell'area gestita dalla Setri, poi Resit Srl di Giugliano (pari a circa 21,4 ettari), la durata ultraventennale degli smaltimenti di rifiuti pericolosi congiunti alle altre tipologie, l'immensa quantità di percolato veicolato e veicolabile nel sottosuolo (stimata in complessive 57.900 tonnellate), la previsione della contaminazione per effetto del percolato almeno fino al 2080, le quantita' dei rifiuti smaltiti pari ad almeno 806.590 tonnellate (di cui 99.400 tonnellate smaltiti in rilevato) la pericolosità e la commistione dei rifiuti li' smaltiti, la vastità e la profondità dei luoghi coinvolti dagli smaltimenti illeciti, l'assenza di presidi tecnici per gli invasi, le modalita' abusive degli smaltimenti, la fratturazione della formazione tufacea al di sotto degli invasi, unica barriera naturale tra gli invasi e la falda.

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