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(foto di repertorio)

(foto di repertorio)

Anm, un dipendente positivo al Coronavirus: è in terapia intensiva

L'uomo avrebbe lavorato fino al 5 marzo. I rappresentanti dei lavoratori ora chiedono maggiori tutele e l'aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi. L'azienda: "Nessun rischio contagio"

Ci sarebbe un primo caso di dipendente Anm contagiato da Coronavirus. L'uomo - secondo quanto riferito da fonti interne ai rappresentanti dei lavoratori, è ora in terapia intensiva. Fino al 5 marzo avrebbe prestato servizio in uno dei depositi dell'azienda. I Rappresentanti dei lavoratori, attraverso una nota indirizzata all'azienda, all'Ispettorato del lavoro e all'Asl Napoli 1, chiedono l'aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi e maggiori tutele per chi lavora in strada. Di seguito un sunto della lettera dei RLS. 

Casi di contagio anche in Asia

Coronavirus, primo caso tra i dipendenti Anm

Le scriventi RLS, nel ribadiere la necessità di aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) in relazione al rischio da COVID-19, visto che il rischio biologico è un rischio di natura professionale presente nel contesto espositivo dell'azienda oscuramente non valutato per le catergorie del front line, denunciano un caso accertato di un lavoratore risultato positivo da Sars-Cov-2 sottoposto a terapia intensiva.

Considerato che il dipendente ha svolto regolare servizio di front line fino al giorno 5 marzo, vista la necessità di individuare la possibile fonte di esposizione e identificare i lavoratori che hanno avuto contatti stretti con il dipendente contagiato, chiedono diricevere, senza indugio alcuno, nel rispetto della normativa sulla privacy, tutte le informazioni necessarie e inerenti al numero dei lavoratori messi in quarantena, i protocolli di prevenzione usati suddisvisi per mansione lavorativa, le misisure di contenimento. 

Siamo costretti a segnalare un contesto critico nello svolgimento delle attività lavorative, a partire dalla pulizia dei mezzi pubblici, furgoni e autovetture aziendali, la carenza di mascherine, guanti, gel igienizzante. Segnaliamo, inoltre, la necessità di individuare misure che a fronte della riduzione al minimo delle attività di trasporto siano adeguate a evitare il sovraffollamento dei mezzi e l'abolizione di smonti/monti in linea.

La nota dell'azienda

Una addetto di Anm ha contratto il Coronavirus. Il dipendente ha lavorato per l'ultima volta la mattina del 5 marzo. Quello stesso pomeriggio è partito per Torino da dove è ritornato il 10 marzo. Nel viaggio di ritorno ha avvisato i superiori di avere dei decimi di febbre e quindi si è messo in malattia. L'ultimo giorno in cui ha lavorato è quindi il 5 marzo, mentre l'unico collega che ha avuto contatti con lui il giorno del suo ritorno a Napoli sta bene ed è in isolamento fiduciario cautelativo dop aver segnalato il caso all'azienda. Anm ha attuato, di concerto con il dipendente e le Autorità Sanitarie, tutti i protocolli previsti in casi simili. Non c'è alcun allarme contagio in azienda attualmente. Tutta la famiglia di Anm segue costantemente l'evoluzione delle condizioni del collega ammalato, esprimendogli massima vicinanza. 

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