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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca

Elezioni, il garante campano Ciambriello: "I detenuti il 25 settembre devono votare"

Appello anche a familiari e operatori penitenziari perché si rechino alle urne

Samuele Ciambriello, garante campano dei diritti delle persone sottoposte a misura restrittiva della libertà personale, si è detto rammaricato dalle procedure per accedere al voto negli Istituti di pena, da lui definite "farraginose, lunghe, complesse".  "Sarebbe un errore madornale - spiega - non recarsi alle urne, il voto è un diritto ed un dovere sacrosanto per tutti i cittadini; è l'espressione massima della democrazia. Anche i detenuti, chiaramente coloro su cui non pende un'interdizione dal diritto di voto, possono e devono esercitare questo diritto/dovere".

"Mi dispiace - va avanti ancora Ciambriello - che i detenuti sono poco informati sui loro diritti e non sanno nulla rispetto alle modalità di come esercitarli. I politici, pur avendo la possibilità di entrare in carcere per ispezione e controlli, non lo fanno. Il vento che spira è assai preoccupante: il populismo penale si coniuga con il populismo politico e così si evita di parlare di carcere".

I detenuti aventi diritto al voto sono ammessi a votare, previa esibizione della tessera elettorale o di un'attestazione equipollente rilasciata dal sindaco, nel luogo di detenzione, sempre che siano elettori dello stesso comune in cui ha sede la struttura oppure, nel caso di elezioni circoscrizionali, siano iscritti in una sezione compresa nella stessa circoscrizione nel cui ambito si trova il luogo di detenzione. Il garante campano estende l'appello a recarsi al voto anche ai familiari dei detenuti "e per tutti gli operatori penitenziari: non esprimere la propria preferenza preclude a tutti la possibilità di accusare la politica di non occuparsi dei problemi del sistema penitenziario".

"Io - anticipa Ciambriello - così come ho fatto due mesi addietro in vista del referendum, mi recherò nelle carceri per ribadire ai detenuti, che ne hanno ancora diritto, di votare, perché, anche se privati della libertà, possono contribuire alla formazione del Parlamento. Devono essere consapevoli del fatto che anche loro possono essere attori dei processi di cambiamento e non semplici spettatori. Solo esercitando il diritto al voto, però, possono essere protagonisti; chi non lo fa, non solo tradisce il suo status di cittadino, ma soprattutto non potrà proferire parole di lamentela sulle condizioni delle carceri e più in generale del nostro Stato, perché decidere di non votare equivale ad ammettere di non voler partecipare".

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