Lunedì, 22 Luglio 2024

Un deposito di gas a Napoli Est: "La strage del 1985 non ha insegnato nulla"

Aziende e Governo progettano un sito di stoccaggio nell'area che attende da quasi 40 anni la bonifica dopo il disastro delle raffinerie e dopo l'incidente che costò la vita a 5 persone

Un sito di stoccaggio di gas naturale liqufatto (gnl) proprio lì dove i cittadini attendono bonifiche da quarant'anni. E' per questo motivo che residenti e comitati di San Giovanni a Teduccio hanno lanciato la battaglia contro l'impianto gnl che alcune multinazionali vorrebbero realizzare a Napoli Est. L'area individuata è Vigliena, la fascia costiera della zona orientale, a pochi metri in linea d'aria dalle ex raffinerie, oggi abbandonate, che hanno lasciato un sottosuolo fortemente inquinato. "Il disastro del 1985 non ha insegnato nulla, si vuole ancora penalizzare questo territorio" afferma Maria Muscarà, consigliera regionale ex Movimento 5 Stelle, oggi nel gruppo misto. 

Il riferimento è allo scoppio nel deposito Agip di San Giovanni a ridosso del Natale del 1985. Un'esplosione che si avvertì in tutta Napoli, nella quale morirono cinque persone e che ai residenti sembrò la fine del Mondo, come ricorda Diana De Vescovi, residente oggi come ieri: "Il palazzo oscillò, la finestra fu distrutta, l'intera facciata dello stabile crollò. Mi voltai ed eravamo in mezzo alla strada. Il nuovo impianto dovrebbe sorgere a 40 metri dalla mia abitazione. Nessuno ci assicura che potrà esserci un errore umano e, quindi, una nuova tragedia". 

In quarant'anni, non è stata realizzata nessuna bonifica. Solo a inizio marzo 2023, dopo un lungo contenzioso tra la Q8 e lo Stato, l'area da bonificare è stata affidata alla ditta specializzata Greenthesis. A Vigliena c'è già una centrale a turbogas, oggetto di proteste e barricate tra il 2005 e il 2008. La mobilitazione coinvolge comitati trasversali, dagli ambientalisti di Friday for Future a medici: "E' un rischio inaccettabile - sostiene Paolo Fierro di Medicina democratica - La tecnologia non è sinonimo di sicurezza né di mancato inquinamento. Questa è una parte della città già tartassata. Secondo i registri del Comune di Napoli, l'area Est è una di quelle dove si muore maggiormente per malattie tumorali". 

Per gli ambientalisti, il gnp è altamente inquinante: "Si tratta di una fonte di energia fossile e, quindi, non rinnovabile. Ha emissioni clima-alteranti ben più alte di altre fonti. Le aziende interessate al progetto sono Edison e Q8" spiega Davide Dioguardi, portavoce nazionale di Friday for Future. "E' paradossale che nello stesso luogo che attende bonifiche da 40 anni l'unico progetto in piedi sia quello di impiantare altri siti inquinanti - sostiene Maria Muscarà - Per chi prende le decisioni territori come questo servono solo a progetti che vanno in una certa direzione, invece di valorizzare la risorsa mare. C'è una proposta di legge, presentata da me ma ignorata da tutti, per mappare la criticità ambientale della Campania, così da poter stabilire quali territori hanno già pagato prezzi troppo alti".  

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