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Martedì, 27 Febbraio 2024
Cronaca

Usano il marchio di Cannavacciuolo per il loro ristorante: lo chef li scopre e li denuncia

A processo un imprenditore del Bresciano e due cubani trapiantati a Ravenna, dove si trova il ristorante

Tre persone sono finite a processo per aver indebitamente usato il marchio registrato di Antonino Cannavacciuolo. L'averebbero fatto in occasione dell'avvio, tra il settembre 2018 e il dicembre 2019, di un ristorante di Marina di Ravenna. Come precisato dal Resto del Carlino l'accusa per tutti è di violazione dell'articolo 473 del codice penale ed il processo partirà a fine mese davanti al Tribunale di Ravenna.

Alla sbarra, un 63enne di Lumezzane (Brescia) e due cubani, un donna e un uomo rispettivamente di 32 e 50 anni residenti a Marina Romea (Ravenna). I tre, difesi dagli avvocati Marco Agosti, Chiara Belletti e Luigi Berardi, sono stati indicati come amministratori di diritto o di fatto della società bresciana legata alla gestione del locale.

A denunciare la cosa ai carabinieri di Novara era stato lo stesso chef partenopeo, avvisato via Facebook da un'amica. Questa gli aveva mostrato un volantino pubblicizzante la riapertura del locale ravennate con menù di pesce e crudités curato da Cannavacciuolo. Era poi emerso un camion vela con la gigantografia dello chef accostato al nome del ristorante. Cannavacciuolo aveva allora dato incarico alla sua segretaria di fingersi cliente per chiedere informazioni. La successiva telefonata al locale è stata registrata e confermerebbe i fatti.

Gli inquirenti sono infine poi risaliti alla tipografia a Cesena e ai presunti committenti. Infine la 32enne cubana, sentita dai carabinieri di Marina di Ravenna, pare abbia affermato di avere ricevuto quel menù da Cannavacciuolo nel 2016 in occasione del programma 'Cucine da incubo' quando lei gestiva un ristorante a Suzzara in provincia di Mantova, e di aver pensato di poterlo usare per farsi pubblicità.

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