Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

"Web oscuro", pedopornografia e presunta pedofilia: l'operazione

Un arresto e due denunciati. Coinvolto un napoletano. Sequestrati più di 30mila file di pornografia minorile e criptovalute

Si chiama 'Web Oscuro' l'operaizione che ha portato alla denuncia di un napoletano, di un padovano e all'arresto di un 52enne goriziano per pornografia minorile. Contestualmente la polizia ha sequestrato criptovalute e decine di migliaia di file pedopornografici.

Ad eseguire le operazioni è stata la Polizia Postale e delle Comunicazioni - Centro Nazionale di Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O). La perquisizione eseguita nei confronti dell'arrestato, che aveva accuratamente protetto i suoi account e i suoi sistemi con tecniche di anonimizzazione, ha permesso di rinvenire più di 30mila file pedopornografici con bambini, anche molto piccoli, raffigurati mentre venivano sottoposti a violenze e sevizie

La successiva analisi dei dispositivi informatici è stata interamente condotta dagli investigatori della Postale: sono emerse 2mila chat contenenti richieste di scambio di materiale pedopornografico, nelle quali l'uomo proponeva altresì agli interlocutori nel dark web dei cataloghi raffiguranti minori che, stando alle chat, sarebbero stati disponibili per incontri sessuali dal vivo.

Veniva inoltre rinvenuto un wallet, per la gestione delle criptovalute, ove confluivano i proventi della vendita del materiale. Sono ancora in corso accertamenti, anche di carattere internazionale, volti a riscontrare l'effettiva e reale disponibilità dei minori proposti nei cataloghi ed a identificare gli altri interlocutori dell'arrestato.

Gli altri due denunciati, uno di Napoli e uno di Padova, avevano scambiato messaggi con l'uomo, finalizzati in un caso a ricevere materiale pedopornografico, nell'altro all'incontro con minori di 14 anni per scopi sessuali. Le perquisizioni a loro carico, eseguite con la collaborazione della Polizia Postale di Venezia e di Napoli, hanno consentito di sequestrare numerosi dispositivi informatici contenenti materiale pedopornografico, oltre agli account utilizzati per le loro attività illegali.

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