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Delivery ristoranti, De Vivo: "I locali medio-grandi non riapriranno neppure nella fase 2"

Il ristoratore spiega quanto potrebbero incidere negativamente le limitazioni paventate per contenere l'emergenza da Covid-19, anche nella fase 2, se non si troveranno soluzioni maggiormente redditizie per il settore

La riapertura al delivery della Regione Campania ha incontrato il favore dei pizzaioli, ma bar, pasticcerie e ristoranti-trattorie sembrano nella maggioranza dei casi contrari alla riapertura parziale, peraltro anche limitata negli orari.

"I locali grandi non penso che faranno asporto. Non aprire non è rivolta, ma solo perchè non ha senso economico, nè per il personale e nè per il fattore rischio. Se un mio collaboratore si ammala di chi è la colpa? A questo punto è meglio non aprire proprio", spiega a NapoliToday Giovanni De Vivo, titolare del ristorante O'pazz di Posillipo.

Il ristoratore esprime poi dei dubbi anche sulla fase 2 che dovrebbe partire a maggio con molte limitazioni per evitare i contagi da Covid-19: "Il lavoro nostro è di contatto, di dialogo con il cliente. Come andiamo a mangiare in un locale con mascherine e distanza obbligatoria divisi da plexiglas? Non sarebbe meglio poi mangiare a casa per conto proprio?. 'Io non aprirò' è il nostro gruppo formato da 200 ristoratori tutti contro queste modalità paventate di riapertura. Solo la pizzeria d'asporto piccolina può guadagnarci ancora, ma un locale grosso come fa soprattutto se ha costi di fitto alti? Solo chi vende pizze, panini o sushi può sopravvivere. Inizierà la guerra tra poveri, ci sarà il ribasso dei prezzi", conclude il ristoratore.

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