Cronaca

Pompei non è più quella di una volta: "Crolli e incapacità di gestione"

Dossier Cisl e Uil mostra i danni che sta subendo il sito archeologico, anche adesso, mentre si lavora al Grande Progetto che stanzia 105 milioni di euro per 39 cantieri entro il 2015. "Nessuno pone rimedio"

Pompei © Tm NewsInfophoto

Dossier di denuncia dei sindacati Cisl e Uil degli Scavi di Pompei: "Crolli di solai su pavimenti, mosaici trascurati, intonaci caduti o prossimi al distacco, beni inestimabili che rischiano di scomparire definitivamente, senza che sia stato mosso un dito per porvi rimedio in questi ultimi anni". 

Il documento, corredato di molte foto, mostra i danni che sta subendo il sito archeologico, anche adesso, mentre si lavora al Grande Progetto che stanzia 105 milioni di euro per 39 cantieri entro il 2015.

''Lo stato di incuria che si è creato lo si nota appena fuori dagli itinerari di rappresentanza, dà l'impressione che, nonostante le continue denunce ed i fondi assegnati, nessuno muova un dito per porvi rimedio e nessuno si renda conto che tutto ciò mette oltretutto a rischio la sicurezza dei lavoratori e quella dei visitatori'', accusano Antonio Pepe della Cisl di Pompei e Maria Rosarosa della segreteria Uil di Pompei. E, in una nota aggiungono: ''Il 'Grande Progetto Pompei' da 105 milioni di euro procede a fatica (solo 5 cantieri inaugurati sui 39 previsti entro il 2015) e non si sa ancora nulla né del piano della conoscenza, né del piano operativo della fruizione, valorizzazione e comunicazione, né di quello per la sicurezza, né tantomeno di quello per la capacity building, che prevedeva un rafforzamento della struttura organizzativa e tecnologica della Soprintendenza''.

Per i sindacalisti la Soprintendenza potrebbe rimediare attingendo alle risorse derivanti ogni anno dai biglietti in vendita nel solo sito di Pompei che sono di circa ''20 milioni di euro l'anno''. ''Non si capisce per quale motivo non si utilizzano tali fondi per compiere tutti gli altri interventi, non previsti dal grande progetto Pompei - affermano Pepe e Rosarosa -. L'impressione che se ne ricava è che in questa Soprintendenza piuttosto che la mancanza di risorse o peggio ancora le infiltrazioni mafiose, mancano piuttosto capacità di gestione e di progettazione''. (Ansa)

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