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Chiesa Santa Maria della Sapienza (Foto Nicola Clemente)

Chiesa Santa Maria della Sapienza (Foto Nicola Clemente)

Degrado, sporcizia e saccheggi: le chiese di Napoli in pessime condizioni

Cumuli di immondizia, graffiti, lamiere e vetri rotti deturpano gli storici edifici di culto ferendo a morte la storia e la cultura napoletana

Sono oltre 200 gli edifici di culto che versano in condizioni degradate a Napoli, come segnalato su “L’Espresso” da Marisa Ranieri Panetta.

In questi anni gli appelli alla salvaguardia delle chiese partenopee si sono ripetuti ciclicamente, senza esiti però come risulta evidente. Cumuli di immondizia, graffiti, lamiere, vetri rotti, deturpano gli storici edifici ferendo a morte la storia e la cultura napoletana. Gli esempi si sprecano: la chiesa di San Carlo alle Mortelle è tuttora a rischio crollo, quella di Santa Maria Vertecoeli è soggetta ad atti vandalici che hanno infierito sugli ornamenti più preziosi sconfinando nel vicino Oratorio, dove l'organo antico è stato parzialmente distrutto. Per non parlare di chiese che hanno perso il significato originario come Santa Maria delle Mosche e San Giovanni della Disciplina che ospitano negozi e San Salvatore agli Orefici divenuta la cucina di una trattoria.

Oppure è il caso della chiesa di Santa Maria della Sapienza di via Costantinopoli, dove cartoni delle pizze, bottiglie di birra e di acqua, lattine di Coca Cola e rifiuti di ogni genere ne deturpano la facciata“. Per Fabrizio Vona, soprintendente per il Patrimonio storico artistico e il Polo Museale, il problema è la manutenzione, se ne fa troppo poca, mentre si dovrebbe intervenire senza perdere tempo, altrimenti il restauro avrà un costo crescente.

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