Dopo la rapina Decibel racconta la sua storia: "Non eravamo ricchi"

Lo speaker del San Paolo, rapinato in auto a Posillipo mentre era con moglie e figli: "Vivere lì è sempre stato il mio sogno. Non andremo via da Napoli"

(Daniele Decibel Bellini)

"Quando ero piccolo non eravamo ricchi". Comincia così la lettera aperta di Daniele Bellini, in arte Decibel, noto speaker del San Paolo. Il conduttore radiofonico è stato ieri vittima di una rapina mentre era con moglie e figli e stava rientrando a casa, a Posillipo. Bellini ha dovuto consegnare, minacciato da una pistola del rapinatore, un orologio, due telefoni e carte di credito. Su facebook commenta così l'accaduto, tornando ai ricordi d'infanzia: "Tante cose che i bambini avevano, per me erano solo un sogno. Giocattoli belli, vestiti firmati, il motorino: mai avuti. Ero ricco in un altro modo; avevo una casa (si vabbè ho dormito in cucina sul divano letto per un anno e mezzo) ma avevamo da mangiare e un tetto. Questo bastava a me e mia sorella. Ho sempre voluto essere indipendente e ho sempre lavorato per avere quella libertà che i miei non potevano darmi". 

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"Sono sempre stato concreto, non ho mai posseduto gioielli oppure orologi costosi, non li ho mai neppure desiderati in realtà", prosegue Decibel Bellini. "Ho però sempre avuto un sogno sin da quando ero bambino nella periferia della provincia. Mi dicevo: 'un giorno tu vivrai a Posillipo'. Era come una meta da raggiungere, come un modo per uscire da quella condizione che mi aveva accompagnato sin da bambino. Vivere svegliandomi guardando il mare. Quando due anni fa abbiamo trovato questa casa in affitto per me è stato un sogno. Finalmente una cosa che avevo in mente sin da bambino (emergere, migliorare) l’avevo realizzata. Stanotte qualcuno ha provato a spezzare quel sogno facendoci svegliare in un incubo fatto di pistole e cattiveria. Mi dispiace per voi, Napoli siamo noi e non ce ne andremo. Mai". 

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