Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Il compagno difende l'assessore de Majo: "Parliamo di politica e non di inciuci"

Dopo la denuncia per i fumogeni trovati in casa della coppia (nessuno dei due è indagato per l'inchiesta sulla statua per Maradona), lungo post dall'assessore della III Municipalità

Mentre l'assessore alla Cultura del Comune di Napoli Eleonora de Majo non ha rilasciato al momento dichiarazioni su quanto emerso stamattina, ovvero di una denuncia a suo carico e a carico del compagno Egidio Giordano perché avevano in casa dei fumogeni emersi in seguito a perquisizione, Giordano – assessore alla III Municipalità – ha pubblicato un lungo post Facebook in cui racconta il proprio punto di vista sulla vicenda.

Giordano sottolinea come sono 5 anni che vanno avanti gli attacchi personali nei suoi riguardi e nei riguardi della compagna, ovver da quando i due – del collettivo Insurgencia – decisero "di provare a scommettere sul secondo mandato di Luigi de Magistris, con la convinzione (poi dimostratasi certezza) che in un paese che andava pericolosamente a destra, fosse necessario dare forza ed energia ad una delle pochissime esperienze di rottura con l'establishment che da decenni sbrana questo paese".

Episodio dopo episodio, nel post Giordano arriva a quanto avvenuto oggi. "Una perquisizione per una vicenda che verrà valutata dalla magistratura - e nella quale né io né Eleonora risultiamo indagati - e di nuovo i titoloni, gli attacchi, le illazioni, gli insulti".

L'inchiesta che ha condotto alla perquisizione è quella sul bando pubblico per la realizzazione di una statua dedicata a Diego Maradona. L'assessorato alla Cultura ha messo in piedi una commissione (con incarichi non retribuiti) per selezionare i progetti, e in questa commissione è stato individuato anche un ultrà del Napoli il quale sarebbe stato ritenuto settimane dopo dagli inquirenti coinvolto negli scontri a Santa Lucia dello scorso ottobre.

"Perché, a questo giro? - spiega infatti Giordano - Perché nei giorni in cui milioni di persone piangevano la morte di Diego Maradona, l'assessorato alla cultura decideva di istituire una consulta pubblica per stabilire le iniziative più idonee a ricordare il campione, dedicandogli un monumento e scegliendo le modalità di realizzazione migliori tra le tonnellate di proposte che arrivavano. A questa commissione, oltre a personalità autorevoli del mondo della cultura e delle istituzioni, Eleonora ha ritenuto fosse necessario invitare anche i tifosi che avevano organizzato le commemorazioni a Piazza del Plebiscito e fuori lo Stadio, con l'idea che sia sempre, sempre, sempre meglio, anzi, doveroso includere e non ghettizzare, discutere e non etichettare, mettere al centro le idee e non i pregiudizi. Il tifo organizzato - piaccia non piaccia a troppi benpensanti che vorrebbero una Napoli a misura loro - è un pezzo del complesso, contraddittorio, ricco, multietnico, difficile, affascinante tessuto sociale della nostra città. Non servono "pressioni" perché si pensi di parlare con chi dedica tutta la sua passione ai colori della maglia del calcio Napoli: basta avere i piedi piantati nel terreno, sapere chi è la gente che dovremmo rappresentare; sapere quanto sia maledettamente necessario il dialogo costante con ogni quartiere, con ogni persona, invece di cantarla e suonarla solo e sempre nei pochissimi salotti dell'autoproclamatasi Napoli bene".

Il riferimento alle "pressioni" di Giordano è relativo a quanto ipotizzato dalla stampa, ovvero che l'ultrà azzurro fosse in commissione per presunte pressioni del tifo organizzato sullo stesso assessore municipale.

"Avremmo voluto, in questi cinque anni, parlare di queste cose. Parlare di come il confronto anche duro, anche difficile, anche accidentato possa portare a dei risultati insperati: penso al processo di abbattimento della Vela e alla consegna di alloggi popolari per un popolo oppresso da anni di ingiustizie come quello di Scampia; penso alla riqualificazione e al rilancio del Rione Sanità che oggi fa davvero il giro del mondo; penso alle tante iniziative che l'assessorato alla cultura è riuscito a mettere in piedi durante una pandemia che ha devastato il settore della cultura, dell'arte e dell'intrattenimento; iniziative che hanno coinvolto le intelligenze più disparate, dagli artisti di strada alla Federico II, dalle compagne teatrali ai musei, agli artisti: un intero settore in difficoltà che sta cercando l'energia e le traiettorie per ripartire", prosegue Egidio Giordano.

"Non ci siamo riusciti: e sarà anche colpa nostra, quella di non aver trovato il modo di raccontare tutto quello che di bene ci pare di aver fatto; ma anche colpa di un fuoco di fila che ci tiene in ostaggio da subito, perché per un pezzo di Napoli due storie e due volti come i nostri semplicemente non vanno giù: non abbiamo i cognomi giusti, le amicizie giuste, il look giusto.

Oggi, se ripenso a tutto, mi dispiace soprattutto per la mia compagna: perché io vedo Eleonora lavorare 18 ore al giorno, e viene ripagata sistematicamente con gossip e provocazioni che poi si sgonfiano, ma che nel frattempo raggiungono il loro scopo, che è quello di minare la credibilità di un'attivista straordinaria che ha messo le sue competenze al servizio di Napoli; e mi dispiace anche se ogni tanto queste accuse dipendono da me, perché qualcuno mi fotografa mentre faccio un gestaccio ad un amico e la cosa finisce in prima pagina, o perché nel mio cassetto ci sono dei petardi di Capodanno. Mi dispiace perché non lo merita, ma soprattutto perché ha fatto tanto, tantissimo, e per una volta mi piacerebbe si parlasse di quello. Cioè, in fondo, che si parlasse di politica e non di inciuci buoni per i rotocalchi scandalistici, che invece chissà perché finiscono per essere sempre lo scoop del secolo quando ad essere protagonisti sono i "cattivi ragazzi" dei centri sociali".

La solidarietà di Ivo Poggiani

"Caro Egidio anche a me rovini la vita da un sacco di anni, ma perché non mi citi mai? - commenta ironizzando sulla vicenda e sul post di Giordano Ivo Poggiani, presidente della III Municipalità – questa è l'ennesima bolla che si sgonfierà. So come sono andate le cose in questa storia e condivido il ragionamento politico di unire segmenti della società diversi in una commissione, come Maradona univa tutta Napoli, in una idea di riscatto non sono calcistico, ma umano e sociale".

"Non voglio che questa storia – conclude Poggiani – metta in discussione il progetto di regalare alla città la statua per Diego, simbolo di una Napoli che lotta quotidianamente".

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